Torna la violenza politica nel Giorno del Ricordo di Acca Larentia
Meloni invoca la pacificazione nazionale. Aggressioni a Roma e colpi d’arma da fuoco contro una sede della Cgil
Nel giorno della commemorazione della strage di Acca Larentia, a Roma torna la violenza politica. Quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti mentre affiggevano manifesti per ricordare l’eccidio del 1978. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati assaliti da un commando di circa dieci persone, con il volto travisato, armate di spranghe e coltelli. Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha parlato di un «assalto premeditato».
Sulla vicenda è intervenuta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha chiesto una «vera pacificazione nazionale» contro «l’odio politico», sottolineando come «quando il dissenso diventa aggressione, la democrazia perde». Un appello che arriva in una giornata segnata da forti tensioni e da episodi che riaccendono il confronto politico su memoria e violenza.
Nel frattempo, centinaia di aderenti a CasaPound hanno preso parte alla tradizionale cerimonia del “presente” davanti all’ex sede del Movimento Sociale Italiano, con saluti romani in ricordo dei tre militanti del Fronte della Gioventù uccisi nel 1978 davanti alla sede di Acca Larentia.
Sempre a Roma si è registrato un grave atto intimidatorio ai danni di una sede della Cgil: colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro le vetrate dell’edificio, dove sono stati rinvenuti fori di proiettile. Sull’episodio indagano le forze dell’ordine, mentre cresce la preoccupazione per una nuova escalation di violenza politica nella Capitale.
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