Tornano a casa le vittime italiane di Crans Montana: le famiglie chiedono giustizia
Rientrate in Italia le salme di cinque giovani morti nella tragedia: 14 feriti lottano tra la vita e la morte, mentre emergono nuovi dettagli sulla gestione del locale
Sono rientrate in Italia le salme di cinque delle sei giovani vittime italiane della strage di Crans-Montana: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Riccardo Minghetti. L’italo-svizzera Sofia Prosperi, residente a Lugano, sarà invece ricordata con le esequie nella città elvetica.
“Le famiglie delle vittime chiedono giustizia”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Cornado, sottolineando il dolore e la determinazione dei parenti a far luce su quanto accaduto.
Intanto, l’attenzione rimane alta per i 14 feriti della tragedia. Alcuni si trovano in condizioni molto gravi: degli undici italiani ricoverati al Niguarda di Milano, cinque sono nel Centro grandi ustioni e sei in Terapia intensiva. “Nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti”, ha spiegato Giampaolo Casella, direttore di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale.
Emergono inoltre nuovi dettagli sulla vicenda: alla fine del 2025 era stata presentata una richiesta di permesso per ampliare il bar-teatro dove si è consumata la strage, che ha provocato 40 vittime in totale. La vicenda solleva interrogativi sulla sicurezza del locale e sulle responsabilità nella gestione dell’evento.
Le comunità italiane in Svizzera e in Italia si preparano ora a dare l’ultimo saluto ai giovani, mentre le indagini continuano e le famiglie sperano in risposte concrete e giustizia.
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