Tribunale di Rimini, la protesta per sensibilizzare contro i suicidi in carcere: "Già 26 nel 2024"

Suicidi in carcere, un cartello nel Tribunale di Rimini per sensibilizzare sul tema. Gli avvocati si astengono dal lavoro

20 marzo 2024 11:11
Tribunale di Rimini, la protesta per sensibilizzare contro i suicidi in carcere: "Già 26 nel 2024" -
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Oggi (mercoledì 20 marzo) in Tribunale a Rimini è apparso un cartello: “Carcere e diritti. 2024: 25 suicidi”.

Nelle ultime ore è salito a 26 il numero di detenuti che hanno scelto di togliersi la vita in cella: una media di un suicidio ogni tre giorni. Una criticità significativa che si aggiunge al problema atavico del sovraffollamento all’interno degli Istituti Penitenziari, secondo dati ufficiali in Italia sono 61.000.

Oggi la Camera Penale di Rimini ha aderito all’astensione dalle udienze nel settore penale, una protesta proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane “finalizzata a sollecitare l’adozione di strumenti normativi in grado di far fronte alla situazione di crisi in atto”.

In campo – si legge in una nota dell’Unione delle Camere Penali Italiane – ci sono attualmente due proposte di legge: una volta ad introdurre la liberazione anticipata speciale, l’altra ad istituire case di reinserimento per le pene detentive brevi. Sarebbe inoltre opportuno ragionare in termini di “numero chiuso” negli istituti penitenziari, predeterminando il numero di persone che possono essere ricevute al massimo della capienza”.

L’Unione delle Camere Penali Italiane invoca anche un provvedimento di grazia per intervenire sul problema del sovraffollamento: “un tempo una costante presenza nella concreta declinazione delle politiche penali ma, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, divenuti grandi assenti nel dibattito pubblico italiano”.

Tornando alla silenziosa protesta inscenata al Tribunale di Rimini, il cartello “contatore” dei suicidi verrà aggiornato continuamente. A fianco degli avvocati aderenti alla protesta, vestiti rigorosamente di nero, c’erano anche il rappresentante territoriale dell’Osservatorio nazionale Aiga sulle carceri, Efrem Ceccaroli, e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Rimini Roberto Brancaleoni.

Nel caso di Rimini, l’ultimo suicida in carcere è stato Aziz, 37enne magrebino, che il 2 agosto di due anni fa si è impiccato con un lenzuolo mentre i suoi compagni di cella erano usciti per l’ora d’aria. “Lo stesso Magistrato di Sorveglianza di Bologna, nell’accogliere il reclamo di un detenuto ristretto nella stessa prima sezione in cui si trovava Aziz quando compiva il gesto estremo, ha peraltro riconosciuto che la detenzione all’interno di quella sezione si pone in contrasto con l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta i trattamenti inumani e degradanti”.

Evidenzia la nota della Camera Penale di Rimini: “La sezione è tuttavia ancora aperta, in attesa che vengano effettuati i lavori di straordinaria manutenzione già approvati e posti in bilancio. L’escalation dei suicidi che si stanno verificando nelle carceri non possono che accrescere la responsabilità politica e morale di coloro che tale fenomeno hanno l’obbligo di affrontare con rimedi urgenti e inderogabili. È necessario intervenire subito, per ripristinare la violata civiltà del diritto. Non c’è più tempo”.

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