Troppo caldo nelle aule di scuola, il sindacato: "Studenti e professori sotto pressione. Bisogna cambiare"

“Quello che fino a pochi anni fa veniva considerato un evento eccezionale oggi sta diventando una condizione sempre più frequente"

25 giugno 2026 12:14
Troppo caldo nelle aule di scuola, il sindacato: "Studenti e professori sotto pressione. Bisogna cambiare" -
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L'ondata di caldo che sta attraversando l'Europa e l'Italia riporta al centro il tema delle condizioni ambientali nelle scuole, proprio mentre migliaia di studenti sono impegnati negli esami di maturità e nelle sessioni universitarie.

“La Regione Emilia-Romagna, accogliendo le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, è intervenuta per tutelare i lavoratori maggiormente esposti al sole nei cantieri, in agricoltura e nelle attività stradali durante le ore più calde della giornata. È quindi opportuno aprire una riflessione anche sulle condizioni in cui studenti, docenti e personale scolastico trascorrono molte ore all'interno degli edifici scolastici”, afferma il segretario generale della Cisl Scuola Romagna, Alessio Gaudioso.

Il tema è emerso con forza anche in altri Paesi europei. In Francia, dove le temperature hanno raggiunto livelli eccezionali, sono state adottate misure straordinarie per limitare i disagi nelle scuole e in alcuni casi sospendere le attività negli edifici più esposti al caldo. In diverse aree del continente le autorità stanno intervenendo per proteggere cittadini, lavoratori e studenti dagli effetti delle temperature estreme.

“Quello che fino a pochi anni fa veniva considerato un evento eccezionale oggi sta diventando una condizione sempre più frequente. Per questo la scuola deve essere inserita a pieno titolo nelle politiche di adattamento climatico”, prosegue Gaudioso. “Non si tratta soltanto di garantire comfort, ma di tutelare salute, capacità di concentrazione e qualità dell'apprendimento, soprattutto durante momenti delicati come gli esami”.

Secondo la Cisl Scuola Romagna è necessario programmare investimenti strutturali sugli edifici scolastici, con interventi di efficientamento energetico, sistemi di ventilazione e raffrescamento, schermature solari e una progettazione degli spazi più adatta alle nuove condizioni climatiche.

“L'Europa ci mostra che il problema riguarda ormai tutti i sistemi educativi. Anche in Romagna dobbiamo iniziare a considerare il caldo estremo come un fattore che incide concretamente sulla vita delle scuole. Servono programmazione, risorse e un confronto tra istituzioni, enti locali e parti sociali per individuare soluzioni efficaci e durature. Gli studenti che affrontano un esame e i lavoratori della scuola hanno diritto a condizioni ambientali adeguate, soprattutto in giornate caratterizzate da temperature eccezionali”.

“Non possiamo che ringraziare tutte quelle scuole che ci stanno almeno provando utilizzando dei semplici ventilatori, ma in una scuola moderna che si pensa possa essere tenuta aperta tutto l’anno, questa non può essere la soluzione” , conclude Gaudioso.

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