Truppe europee in Groenlandia, cresce la tensione nell’Artico
Macron annuncia nuovi mezzi militari, Mosca esprime forte preoccupazione per le attività della Nato nella regione
La presenza militare europea in Groenlandia segna un nuovo capitolo nelle dinamiche geopolitiche dell’Artico. I militari francesi sono già arrivati sull’isola e il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che nei prossimi giorni verranno dispiegati ulteriori mezzi, rafforzando così il contributo di Parigi alla missione europea nella regione.
All’iniziativa stanno guardando con interesse anche altri Paesi. Dopo Svezia, Germania e Francia, anche la Spagna ha aperto all’ipotesi di aderire alla missione europea nell’Artico, segnale di una crescente attenzione strategica dell’Unione verso l’area.
Da Berlino arriva un messaggio chiaro: la Nato non permetterà l’utilizzo militare della Groenlandia da parte di Russia e Cina. Una posizione che ribadisce il ruolo dell’Alleanza Atlantica nel controllo e nella sicurezza dell’area artica, sempre più centrale negli equilibri internazionali.
L’Italia mantiene invece una linea prudente. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che la strategia italiana non prevede la presenza di militari in Groenlandia, auspicando che prevalga il dialogo come strumento di gestione delle tensioni. Una posizione condivisa anche dal primo ministro groenlandese, Nielsen, che ha indicato la via diplomatica come “la strada giusta da seguire”.
Di segno opposto la reazione di Mosca. La Russia ha dichiarato di essere “seriamente preoccupata” per l’aumento delle attività della Nato nell’Artico, denunciando un’escalation che, secondo il Cremlino, rischia di compromettere la stabilità della regione.
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