Ucciso a Leopoli l’ex presidente del Parlamento ucraino. Killer in abiti da rider, la pista russa al centro dell’attenzione
Sotto il casco da corriere, si nascondeva un assassino: otto colpi sparati all’ex speaker Parubiy, a Lviv si è scatenata la caccia all’uomo

In pieno giorno, nella zona sud-occidentale di Lviv (Leopoli), Andriy Parubiy, 54 anni, ex presidente della Verkhovna Rada e figura chiave delle proteste Euromaidan, è stato assassinato in circostanze drammatiche: un uomo travestito da corriere—con casco nero e segni gialli—ha aperto il fuoco, sparando otto colpi da un fucile a canna corta. Il killer è poi fuggito a bordo di una bicicletta elettrica, dando vita alla “Operazione Sirena”, lanciata dalle forze dell’ordine per rintracciarlo.
Il presidente Zelensky ha definito l’evento un «omicidio pianificato con cura», mentre il presidente onorario Poroshenko lo ha definito “un colpo al cuore dell’Ucraina”.
Le autorità non escludono un coinvolgimento russo, sottolineando la crescente preoccupazione per possibili operazioni segrete orchestrate da Mosca sul suolo ucraino.
Parubiy aveva ricoperto ruoli chiave nella politica ucraina: presidente del Parlamento dal 2016 al 2019, e segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale nel 2014, in piena fase di annessione russa della Crimea. È stato tra i protagonisti del movimento Euromaidan (2013–2014), che ha accelerato il percorso dell’indipendenza ucraina e dell’integrazione occidentale.
Alla notizia del suo assassinio, Lviv e l’intera Ucraina sono rimaste sconvolte. Il sindaco Sadovyi ha rimarcato la gravità della situazione, affermando che «nessun luogo è più sicuro in una nazione in guerra». Nel frattempo, i messaggi di cordoglio si sono moltiplicati da parte delle autorità, tra cui la presidente del Parlamento europeo Metsola, che si è detta «profondamente sconvolta» (anche se questa sua dichiarazione non è stata confermata dai principali media consultati).