Ue-Mercosur, firmato l’accordo storico che ridisegna il commercio globale

Von der Leyen: “Costruiamo ponti, non muri”. Ora il voto decisivo dell’Europarlamento, tra opportunità economiche e proteste agricole

A cura di Glauco Valentini Redazione
18 gennaio 2026 08:17
Ue-Mercosur, firmato l’accordo storico che ridisegna il commercio globale - © Ansa
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È stato firmato in Paraguay il nuovo accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, un’intesa destinata a incidere profondamente sugli equilibri del commercio globale. A sancire l’intesa, dopo anni di negoziati complessi, sono stati i rappresentanti dei 27 Paesi Ue e dei quattro Stati sudamericani del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – aprendo la strada a una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, che coinvolgerà circa 700 milioni di persone.

Per la Commissione europea si tratta di un passaggio strategico. La presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato il valore politico ed economico dell’accordo: «Preferiamo il commercio equo ai dazi. Questa intesa è un segnale chiaro al mondo». Sulla stessa linea il presidente del Consiglio europeo António Costa, che ha ribadito come l’Europa scelga «di costruire ponti e non muri», in contrapposizione a un contesto internazionale sempre più segnato da barriere e tensioni commerciali.

Il ringraziamento è arrivato anche dall’America Latina. Il presidente argentino Javier Milei ha espresso pubblicamente la sua gratitudine alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendo «cruciale» il lavoro svolto dall’Italia per il successo del negoziato, soprattutto nella fase finale.

Con la firma dell’intesa prende forma un’area di scambio che copre settori chiave: dalla carne bovina all’automotive, dall’energia ai servizi, con una progressiva riduzione dei dazi e un rafforzamento delle regole su sostenibilità, lavoro e standard ambientali. Secondo Bruxelles, l’accordo offrirà importanti opportunità anche al Made in Italy, in particolare per i comparti dei macchinari, della chimica e dell’agroalimentare di qualità.

Il percorso, però, non è ancora concluso. Ora la parola passa al Parlamento europeo, chiamato a esprimersi con un voto decisivo sulla ratifica. Nel frattempo, continuano le proteste degli agricoltori europei, preoccupati per la concorrenza dei prodotti sudamericani e per l’impatto dell’accordo su prezzi, redditività e tutela delle produzioni locali.

Il confronto politico e sociale è quindi destinato a intensificarsi: tra chi vede nell’accordo UE-Mercosur una leva di crescita e apertura globale e chi teme che il prezzo da pagare possa ricadere soprattutto sul settore agricolo europeo.

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