Uffici postali, sindacati e Federconsumatori contro i tagli estivi in provincia di Rimini
Denunciata la riduzione degli orari nei mesi di luglio e agosto: “A rischio un servizio pubblico essenziale, soprattutto per anziani e persone fragili”
CGIL, SLC CGIL, SPI CGIL e Federconsumatori Rimini contestano il piano di riduzione estiva degli orari degli uffici postali in provincia, con decine di turni di apertura soppressi nei mesi di luglio e agosto. I sindacati denunciano il rischio di un ridimensionamento di un servizio pubblico essenziale, soprattutto a danno delle fasce più fragili della popolazione, e chiedono l’intervento delle istituzioni locali per garantire il mantenimento di un servizio adeguato anche durante la stagione turistica.
La nota stampa di CGIL, SLC CGIL, SPI CGIL e Federconsumatori Rimini
Un tempo, nelle località turistiche, venivano rafforzati gli uffici postali durante la stagione turistica per rispondere ad una domanda di servizi dovuto al maggiore afflusso turistico. Oggi durante la stagione estiva si taglia: perché?
L’anno scorso, nei mesi di luglio e agosto, sono stati soppressi 82 turni di apertura di mattina e 205 turni a pomeriggio. Il Comune di Rimini, anche a seguito delle nostre denunce pubbliche contro la riduzione del servizio di Poste Italiane, aveva giustamente fatto ricorso all’AGCOM ( L’Autorità per le garanzie nelle comunicazione) contro un taglio ritenuto insostenibile per gli uffici postali del territorio. L’Autority, a seguito delle denunce fatte, aveva ripristinato 30 turni lavorativi in quattro Uffici postali.
Estate 2026: un film già visto, si continua a ridurre un servizio pubblico essenziale come quello dei servizi postali
CGIL, SLC, SPI e Federconsumatori, da sempre contrari a una deriva non condivisibile in quanto tesa a ridurre i servizi pubblici, denunciano anche per quest’anno il dannoso piano di Poste Italiane. Infatti è già operativo anche per il nostro territorio un calendario di chiusure estive per i mesi di luglio e agosto con la soppressione di 95 turni di mattina e 190 di pomeriggio; con un ufficio in più interessato alla chiusura.
La riduzione dei servizi riguarda gli Uffici postali di Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Morciano di Romagna, Santarcangelo di Romagna, oltre agli uffici di Rimini 1 (via Marecchiese), Rimini 9 (via Euterpe), Rimini 3 (via Gambalunga) e Miramare.
Tutto questo suscita preoccupazione e pone una questione alle istituzioni locali
Poste Italiane gestisce il Servizio Universale, finanziato anche da tutti i cittadini, un servizio essenziale che dovrebbe essere sempre più presente sia nelle città che nelle zone interne – anche a contrasto del rischio desertificazione dei territori.
Se si dimentica questa funzione di servizio e si lascia far breccia all’idea che gli Uffici Postali siano considerabili come un’attività meramente commerciale, e in parte stagionale, a farne le spese sarà tutta la popolazione a partire dalle persone anziane e più fragili.
Poste Italiane da anni aumenta gli utili, con meno addetti. Al fine di evitare un collasso traumatico di questo instabile equilibrio occorre da subito mettere mano a un aumento di organico a partire dagli sportelli e nella distribuzione e recapito anche per consentire al personale il pieno diritto di usufruire delle ferie previste.
CGIL, SLC, SPI e Federconsumatori, tenuto anche conto degli obblighi di Poste Italiane di erogare un Servizio Universale, ritengono che un’azienda di servizio di interesse generale a maggioranza pubblica debba essere orientata ai bisogni della cittadinanza, piuttosto che agli interessi dei soli azionisti.
Anche la politica da un lato e le istituzioni locali dall’altro, devono essere interessate al mantenimento reale di un servizio di interesse pubblico per garantire la qualità dei servizi in particolare verso le persone più fragili e anziane e magari residenti fuori dalle città per le quali avere o non avere uno sportello postale aperto vicino fa la differenza.
Invitiamo pertanto i Comuni interessati dalla riduzione dei servizi di Poste Italiane, decise da AGCOM senza nemmeno un confronto preventivo con le istituzioni locali, a intervenire per essere consultate preventivamente sulla base del Decreto “Gentiloni” del 28 giugno 2007 che prevede specifiche tutele per i Comuni a prevalente vocazione turistica.
31.2°