Università, luci e ombre per l’Italia nella classifica QS Europa 2026
Il Paese è quarto per numero di atenei presenti, ma arretra nelle posizioni e continua a perdere giovani laureati
L’Italia si conferma tra i protagonisti del panorama accademico europeo, ma con segnali contrastanti. Nella nuova edizione del QS World University Rankings: Europe 2026, il Paese è il quarto più rappresentato del continente con 65 università in classifica. Un dato che testimonia la solidità e la diffusione del sistema universitario nazionale.
A guidare la presenza italiana è ancora una volta il Politecnico di Milano, che si conferma l’ateneo con il punteggio più alto a livello europeo tra quelli italiani. Tuttavia, il quadro generale mostra un arretramento: l’Italia perde sette posizioni e scivola al 45° posto nella graduatoria complessiva. Anche l’Alma Mater Studiorum di Bologna, storicamente tra le eccellenze, esce dalla top 50 passando dal 48° al 59° posto.
Accanto ai risultati accademici, emergono criticità strutturali. L’Italia è tra i maggiori esportatori di studenti in Europa, ma fatica ad attrarne dall’estero. Un fenomeno che si intreccia con un altro dato allarmante: quasi 100.000 laureati tra i 25 e i 35 anni hanno lasciato il Paese negli ultimi dieci anni, impoverendo il capitale umano nazionale.
Anche sul fronte dell’occupabilità i segnali non sono incoraggianti. Solo Sapienza Università di Roma riesce a entrare tra le prime 50 in Europa per risultati occupazionali, mentre gli altri atenei italiani restano indietro rispetto ai competitor europei.
Il quadro complessivo restituisce un sistema universitario ricco di eccellenze ma frenato da problemi strutturali: scarsa attrattività internazionale, fuga di talenti e un mercato del lavoro che non valorizza pienamente le competenze dei giovani.
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