Vasco Rossi a Rimini: "Io sono le mie canzoni, non ho bisogno di parlare dal palco"
Il Komandante apre il tour estivo 2026 con una scaletta di "pezzi mancanti" e uno sguardo già ai 50 anni di carriera
Poche parole, ma precise. Vasco Rossi incontra i giornalisti pochi minuti prima di salire sul palco dello stadio di Rimini per la prima data del tour estivo 2026, e non si sottrae a nessuna domanda.
Sul ruolo degli artisti di fronte alle tensioni internazionali, il Komandante è diretto: «La musica è una forma di resistenza attiva contro questi sociopatici che scatenano guerre e distruzioni, in cui a soffrire è solo la popolazione civile. Domina la legge del più forte, purtroppo. Il concerto è una forma di aggregazione straordinaria: proviamo una sana e scandalosa felicità collettiva».
Non sente però il bisogno di trasformare il palco in tribuna politica. «Io parlo con le mie canzoni, anzi io sono le mie canzoni. Non ho bisogno di fare discorsi: le mie canzoni parlano da sole». In scaletta, tra gli altri, Faccio il militare del 1979 e Non siamo mica gli americani: «Sembra scritta ieri», commenta, «e di recente ce lo hanno ricordato abbastanza brutalmente». Quella di quest'anno, aggiunge, «è la scaletta dei pezzi mancanti».
Torna dal vivo anche Vado al massimo, assente dai concerti dal 1983: «È come l'incipit di un libro. L'avevo scritta per provocare quelle facce ingessate, quel mondo ipocrita e bigotto che non è morto. La ricanto per andarci di nuovo contro». Aprire con quel brano non è nostalgia, è una dichiarazione d'intenti.
Sul record di Modena Park — 225mila spettatori nel 2017 — destinato a essere superato nelle prossime settimane da Ultimo con i 250mila attesi a Tor Vergata, Vasco glissa con un sorriso: «Intanto il mio record deve ancora essere infranto. Modena Park è stato il più leggendario concerto del rock mondiale. L'anno prossimo chi vivrà vedrà». Il riferimento è al maxi-evento già in cantiere per il 2027, quando celebrerà i cinquant'anni di carriera con più date e mezzo milione di spettatori.
Anche Sanremo torna nell'aria. «Nel 2005 sono tornato a riportare il microfono che avevo portato via nel 1982 con Vado al massimo. Magari ci tornerò: non ho niente contro il Festival, anzi. Per me è sempre stata una manifestazione importante per l'Italia. Da piccolo lo guardavo per divertirmi e vedere tutti quegli imbalsamati», ride.
Stasera, però, c'è solo il palco. Come recita un detto ormai consolidato dalle sue parti: «Due cose sono certe a giugno — il concerto di Vasco e l'arrivo dell'estate».
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