Via Angherà, Forza Italia contesta l'acquisto dell'immobile da 9 milioni
Viene criticata l'operazione del Comune di Rimini con Fondazione Carim: "Nessuna garanzia su nuovi corsi universitari e nessuno spazio in più". Chiesti trasparenza sui costi e accesso agli atti
Forza Italia contesta l'acquisto da parte del Comune di Rimini dell'immobile di via Angherà, attualmente utilizzato dall'Università, per 9 milioni di euro. Secondo il partito, l'operazione non offre garanzie sull'attivazione di nuovi corsi di laurea e non comporta un ampliamento degli spazi per gli studenti. Nel mirino anche la valutazione economica dell'edificio e i futuri costi di manutenzione e adeguamento. Annunciata la richiesta di un'interrogazione in Consiglio comunale e di accesso agli atti.
La nota stampa
L’operazione annunciata dalla Giunta Sadegholvaad sull’immobile di via Angherà non convince e solleva interrogativi pesantissimi sulla gestione dei soldi dei cittadini riminesi.
Spendere ben 9 milioni di euro di fondi pubblici per acquistare dal privato un immobile già in uso all'Università, concedendolo poi in comodato gratuito, senza avere in mano un solo accordo vincolante con l’Alma Mater per l’attivazione di nuovi corsi di laurea, è una scelta amministrativamente azzardata e politicamente inaccettabile.
Come Forza Italia contestiamo con forza questa narrazione finto-trionfalistica del Sindaco. Le risposte arrivate finora non chiariscono i punti centrali di quella che appare sempre più come un'operazione d'emergenza a beneficio di terzi piuttosto che un piano strategico per gli studenti.
1. Nessuna garanzia per la città: zero accordi con l'Università
Ci dicono che si risparmia sull'affitto per "reinvestire in nuovi corsi e servizi". Ma dov'è la firma dell’Ateneo? Ad oggi non esiste alcun protocollo d’intesa né un impegno formale dell'Alma Mater Studiorum che garantisca che quei risparmi verranno destinati proprio a Rimini e a nuovi indirizzi di studio. Il Comune stacca un assegno da 9 milioni sulla fiducia, senza alcuna contropartita certa per la crescita del nostro Campus.
2. Risorse pubbliche per sollevare un privato
Perché l'amministrazione comunale sceglie di intervenire con 9 milioni di euro per rilevare la proprietà da Fondazione Carim e sollevarla da costi di gestione, manutenzioni e rischi locativi? Non è compito del bilancio comunale fare da paracadute finanziario o sostituirsi allo Stato e all'Ateneo nella copertura dei costi delle sedi universitarie.
3. La bufala degli spazi: nessun metro quadro in più
Il complesso di via Angherà è già occupato e utilizzato dall'Università. Comprare la struttura cambia solo l'intestatario dell'immobile, ma non aggiunge un solo metro quadrato di aula né un solo posto studio in più per i nostri studenti. Parlare di "ampliamento" è fare propaganda sulla pelle dei giovani.
4. Chiariamo i conti: valutazioni e rischio di Danno Erariale
Chiediamo massima trasparenza sul valore attribuito all'immobile. Chi ha effettuato la stima dei 9 milioni? Esiste una perizia di congruità rilasciata dall'Agenzia delle Entrate? E soprattutto: a quanto ammontano i costi per gli adeguamenti sismici, energetici e antincendio che ora ricadranno interamente sulle spalle del Comune? Trasformare una spesa di affitto in un indebitamento patrimoniale per la collettività rischia di configurare una chiara ipotesi di danno erariale su cui la Corte dei Conti dovrà fare piena luce.
Un'interrogazione urgente in Consiglio Comunale e conseguente richiesta di accesso agli atti per fare piena luce sui verbali, le perizie di stima e i pareri dei Revisori dei Conti, è quello che ci aspettiamo da tutta la minoranza compatta.
I soldi dei cittadini di Rimini vanno investiti per servizi reali e opere strategiche, non per operazioni immobiliari al buio.
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