Villa Mussolini, Angelini: “Nessuna modifica prevista dal Comune

Dalla revoca al duce al polo culturale: Angelini sceglie memoria attiva e valori di libertà, senza spazio a nostalgie

A cura di Redazione Redazione
24 marzo 2026 10:20
Villa Mussolini, Angelini: “Nessuna modifica prevista dal Comune -
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Riccione, non cancellare il passato, ma trasformarlo in uno spazio capace di parlare al presente con valori opposti a quelli che lo hanno segnato. È questa la linea ribadita dalla sindaca di Riccione, Daniela Angelini, nella lettera aperta indirizzata a Roberto Malini, copresidente di EveryOne Group, che aveva sollecitato il cambio di denominazione di Villa Mussolini. La prima cittadina conferma il pieno impegno antifascista dell’amministrazione, ricordando un atto simbolico ma significativo: la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, approvata dal Consiglio comunale nel maggio 2025 insieme a quella ad Aldo Oviglio. Una decisione che, sottolinea Angelini, ha segnato in modo netto l’incompatibilità tra i valori della città e chi fu responsabile della soppressione delle libertà e delle leggi razziali. Tuttavia, sul tema del nome della villa, la posizione resta ferma: «non è all’ordine del giorno». La scelta dell’amministrazione è quella di una “risignificazione” culturale del luogo, piuttosto che una sua ridenominazione. L’obiettivo è abitare la memoria, non rimuoverla, trasformando un simbolo controverso in uno spazio pubblico dedicato alla cultura e alla libertà.

Angelini chiarisce anche un aspetto storico sollevato nell’appello: Villa Mussolini non è mai stata “Villa Margherita”. Quest’ultima, infatti, era un edificio diverso – la Pensione Margherita – situato in viale Vittorio Emanuele III (oggi viale Milano) e demolito nel 1940. La villa oggetto del dibattito, invece, ha una storia distinta: nata come Villa Beccadelli, poi conosciuta come Villa Monti e Villa Lilia. Negli ultimi anni l’immobile è già stato oggetto di un profondo processo di trasformazione. «Abbiamo fatto di questo luogo uno spazio di cultura e libertà», evidenzia la sindaca, citando iniziative dedicate a figure simbolo come Frida Kahlo. Un percorso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, ha definitivamente sottratto la villa a qualsiasi ambiguità.

Cambiare nome oggi, aggiunge Angelini, rischierebbe paradossalmente di ottenere l’effetto opposto: attirare attenzioni nostalgiche e trasformare la villa in un punto di riferimento per chi guarda al passato con rimpianto. «Un rischio che non permetteremo», ribadisce. La sindaca conclude aprendo al dialogo con EveryOne Group su future iniziative condivise, in particolare per mantenere viva la memoria delle vittime della Shoah e della famiglia Matatia. Un impegno che conferma la volontà di Riccione di fare della memoria storica non un peso da cancellare, ma un patrimonio da reinterpretare alla luce dei valori democratici.

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