Villa Verucchio, devastazione alla scuola Pazzini: "Servono 150mila euro l'anno per prevenire il disagio giovanile"

Il Coordinamento nazionale dei docenti dei Diritti umani interviene dopo i danneggiamenti di Halloween: chiesto un programma triennale con educatori, sostegno alle famiglie e percorsi di responsabilizzazione.

A cura di Redazione Redazione
04 novembre 2026 10:39
Villa Verucchio, devastazione alla scuola Pazzini: "Servono 150mila euro l'anno per prevenire il disagio giovanile" - Il professor Romano Pesavento
Il professor Romano Pesavento
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Un fondo da almeno 150mila euro all'anno per tre anni, destinato alla prevenzione del vandalismo e delle condotte aggressive tra i giovani. È la proposta del Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei Diritti umani (CNDDU), intervenuto dopo la devastazione della scuola media Pazzini di Villa Verucchio, avvenuta nella notte del 31 ottobre. Per l'organismo, la riapertura dell'istituto non basta: alcuni ambienti didattici sono ancora inutilizzabili e resta da completare il ripristino delle attrezzature danneggiate.

Il Coordinamento condanna quanto accaduto e invita a non ricondurre automaticamente episodi di questa gravità a un generico disagio adolescenziale. Le fragilità dei ragazzi, sostiene, devono essere affrontate, ma non possono diventare una spiegazione sufficiente per comportamenti distruttivi. Da qui la richiesta di accertare le responsabilità individuali, nel rispetto delle garanzie previste per i minorenni, e di valutare il recupero dei danni da parte dei soggetti civilmente responsabili.

La proposta è quella di affiancare al Patto di Alleanza Territoriale annunciato dal Comune un programma sperimentale della durata di tre anni. Il progetto dovrebbe coinvolgere l'amministrazione comunale, l'Unione dei Comuni della Valmarecchia, la Regione Emilia-Romagna e gli altri soggetti istituzionali competenti. Le risorse indicate, almeno 150mila euro annui, servirebbero a finanziare la presenza di educatori specializzati anche nelle fasce extrascolastiche, interventi rivolti ai gruppi più esposti al rischio, attività di sostegno alle competenze genitoriali e percorsi di responsabilizzazione. Il Coordinamento chiede inoltre obiettivi misurabili e una rendicontazione pubblica ogni anno. Il finanziamento, precisa, dovrebbe essere costruito attraverso un accordo tra gli enti, senza sottrarre risorse all'attività didattica ordinaria e mantenendo separati i fondi per la prevenzione da quelli necessari a riparare la scuola.

Proprio sul ripristino dell'istituto il CNDDU chiede di quantificare integralmente i danni e restituire agli studenti tutti gli spazi e le attrezzature compromessi. "Non sarebbe accettabile che gli studenti estranei ai fatti continuassero a pagare, attraverso una riduzione delle opportunità formative, le conseguenze delle azioni altrui", sottolinea il Coordinamento. La richiesta finale è rivolta alle istituzioni: passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti, distinguendo le fragilità da sostenere dalle condotte da sanzionare. Per il presidente Romano Pesavento, senza il recupero completo dei danni, l'accertamento delle responsabilità e un programma di prevenzione finanziato, il ritorno alla normalità della scuola rischia di restare soltanto formale.

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