Violenza di genere, Parma (Pd): "Ridurre le risorse per la prevenzione nelle scuole significa andare indietro"

La consigliera regionale critica i tagli previsti dal decreto scuola e richiama il modello dell’Emilia-Romagna: "Servono più investimenti, non spostamenti di fondi"

07 ottobre 2026 14:33
Violenza di genere, Parma (Pd): "Ridurre le risorse per la prevenzione nelle scuole significa andare indietro" - Alice Parma
Alice Parma
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“Ridurre le risorse per la prevenzione della violenza di genere nelle scuole significa andare indietro invece che avanti e intervenire sul terreno sbagliato. Educare al rispetto, alla parità e a relazioni libere dalla violenza è il primo strumento per prevenire, non un investimento accessorio. A maggior ragione quando continuiamo a vedere donne uccise dai partner, violenze psicologiche e verbali sul genere femminile, che si muovono in varie forme, anche attraverso i social così utilizzati dai giovanissimi. Ormai è davanti agli occhi di tutti: l'educazione affettiva serve. E il dovere di un Governo è quello di trovare tutti gli strumenti possibili per arginare un fenomeno tremendo che ormai è radicato nel nostro Paese”. Così Alice Parma, consigliera regionale e vice capogruppo Pd, commenta il taglio alle risorse previsto dal decreto scuola, in linea con quanto denunciato dalle assessore regionali Gessica Allegni e Isabella Conti.

“L’Emilia-Romagna ha scelto di andare nella direzione opposta di quanto ha annunciato il Governo, investendo sulla prevenzione e sulla cultura della parità. Ne è un esempio lo stanziamento di 2,7 milioni di euro per il biennio 2027-2028 a sostegno di progetti per la parità, la prevenzione e il contrasto alla violenza. E Rimini lo dimostra concretamente: la rete dei centri antiviolenza, la Casa delle Donne, Rompi il Silenzio, ma anche lo Sportello per le Vittime di Reato, Mondo Donna e le tante associazioni che portano avanti percorsi di sensibilizzazione nelle scuole insieme ai docenti e agli studenti, sono presìdi fondamentali che dobbiamo continuare a sostenere”. Alice Parma conclude: “Cyberbullismo e violenza di genere non possono essere messi in competizione per ottenere risorse. Con tutto ciò che vediamo intorno a noi, servono più investimenti, non spostamenti di fondi. Chiediamo quindi al Governo di reintegrare integralmente le risorse tagliate e di rafforzare gli interventi di prevenzione. Perché una società più sicura si costruisce prima di tutto educando al rispetto”.

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