Violenza in corsia, aggressioni in aumento: oltre 500 casi in Romagna
Violenza in corsia, le donne le più colpite: 6 aggressioni su 10 riguardano infermieri
Crescono anche nel 2025 gli episodi di violenza contro medici e infermieri in Emilia-Romagna. Secondo il nuovo report regionale sono state registrate 2.715 segnalazioni, in lieve aumento rispetto alle 2.682 del 2024: circa sette aggressioni al giorno tra ospedali e strutture sanitarie.
La Romagna tra le aree più colpite. Nell’Ausl Romagna gli episodi denunciati sono stati 539, in aumento rispetto ai 498 dell’anno precedente. Nell’Ausl di Imola, invece, i casi sono stati 66, in calo rispetto al 2024. I dati comprendono anche le strutture della provincia di Rimini, dove il fenomeno resta monitorato dalle aziende sanitarie attraverso la piattaforma regionale di segnalazione.
Nel 90% dei casi le aggressioni avvengono nella sanità pubblica. La forma più diffusa è quella verbale (89,1%), seguita da aggressioni fisiche (28,1%) e danni a beni o strutture (17,7%).
Le categorie più colpite sono gli infermieri, coinvolti in quasi sei episodi su dieci (59,6%). Seguono i medici, la cui presenza negli episodi segnalati è salita dal 13,6% al 15,8%, e gli operatori socio-sanitari (11,4%). Complessivamente sono stati coinvolti 2.877 operatori, in larga parte donne (73,8%).
L’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi definisce il fenomeno «grave e inaccettabile», sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di cura. Tra le misure attivate dalla Regione ci sono sistemi di sorveglianza, formazione per il personale, supporto psicologico e la campagna di sensibilizzazione “Più cura per chi cura”.
Il tema è al centro anche della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, che si celebra il 12 marzo, occasione per fare il punto sulle strategie di prevenzione e tutela del personale sanitario.
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