Viserba, stop al progetto di autonomia: "La battaglia finisce qui"
Il comitato per la costituzione di un Comune autonomo chiude la sua attività a un anno dalla nascita
Il progetto di rendere Viserba un Comune autonomo si ferma prima ancora di arrivare alla raccolta delle firme. A un anno dalla nascita, il comitato per la secessione ha deciso di rinunciare all’iniziativa, soprattutto per le difficoltà burocratiche e i costi necessari a promuovere il referendum.
A spiegare le ragioni della decisione è Gabriele Bernardi, albergatore e tra i promotori della battaglia per l’autonomia, già impegnato in un’iniziativa simile nel 2011, quando mancò per poche firme l’obiettivo di portare la proposta al voto.
"Sento il dovere, nei confronti dei tantissimi tra voi che hanno sostenuto l’iniziativa e dei trenta membri del comitato, di spiegare con assoluta trasparenza le ragioni che mi inducono oggi a fare un passo indietro e a dichiarare conclusa questa battaglia", scrive Bernardi.
Per chiedere il referendum sarebbero necessarie 5mila firme in 90 giorni, autenticate alla presenza di un pubblico ufficiale. L’alternativa di una petizione digitale, con accesso tramite Spid o carta d’identità elettronica, richiederebbe una piattaforma dedicata, con una spesa stimata tra i 20mila e i 25mila euro. A questo si aggiunge, secondo Bernardi, il fatto che anche un eventuale esito favorevole del referendum non garantirebbe l’autonomia, perché la decisione finale spetterebbe alla Regione.
Accanto alle difficoltà pratiche, resta la critica alla gestione della zona nord da parte dell’amministrazione comunale. "Resto fermamente convinto che solo chi ha convenienza, è accecato dall’ideologia o è davvero cieco possa dire che la zona nord di Rimini non continui a essere trattata come la 'Cenerentola' del Comune", afferma.
Bernardi richiama, in particolare, le differenze negli investimenti per la riqualificazione dei lungomari e cita il confronto tra piazzale Kennedy e il tratto costiero da Rivabella a Torre Pedrera. "Non ho mai chiesto privilegi o risorse eccezionali, ho sempre e solo rivendicato pari dignità e rispetto per Viserba e per tutta la zona nord", sottolinea.
Il promotore considera però conclusa la propria battaglia, dopo trent’anni di iniziative per il territorio. "Non ho mai chiesto un posticino, non ho mai chiesto nulla per me, non ho mai avuto doppi fini, ho solo lottato a cuore aperto e a testa alta per la nostra Viserba".
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