Piano dell’Arenile, Cattolica cambia: demolizioni rinviate per gli stabilimenti già riqualificati
La variante approvata dal Consiglio introduce maggiore gradualità negli interventi e apre a soluzioni alternative per la sicurezza dalle ingressioni marine. Più verde, spiagge libere e stalli per le biciclette
Il Comune di Cattolica conferma il Piano dell’Arenile, ma concede più tempo agli operatori che avevano già riqualificato gli stabilimenti secondo le vecchie regole: per loro demolizione e ricostruzione scatteranno solo dal 20° anno dall’approvazione della variante. Intanto il Piano dell'Arenile passa la prova del consiglio comunale: voto a maggioranza (13 favorevo1i, incluso il voto di Fratelli d’Italia, 1 contrario, 1 astenuto) per la variante che introduce integrazioni come la gradualità degli interventi di adeguamento, la possibilità di proporre soluzioni alternative all’innalzamento del sedime, implementazione delle dotazioni delle spiagge libere, del verde e più spazio alla mobilità sostenibile. I principi cardine del Piano dell’Arenile rimangono invariati: riduzione del costruito nell’ordine del 13-15 per cento, apertura di varchi visivi verso il mare, messa in sicurezza degli stabilimenti rispetto alle ingressioni marine, anche attraverso misure passive passivi (esempio: sollevamento dei cavi e impianti elettrici oppure creazione di paratìe), aumento delle spiagge libere e maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, con più verde e un incremento degli stalli per le biciclette. Gli obblighi introdotti da questi principi cardine devono essere assolti da tutti i titolari di concessioni balneari nei primi 5 anni dall’adozione della variante. Per quanto riguarda invece le novità della variante, una delle principali integrazioni riguarda i tempi di attuazione del Piano per gli operatori che hanno già realizzato interventi di riqualificazione sulla base dei precedenti Piani dell’Arenile. “Questi operatori – precisa la sindaca Franca Foronchi - non saranno chiamati a demolire e ricostruire immediatamente, ma sono tenuti a farlo a partire dal 20esimo anno dall’approvazione di questa variante”. Il secondo punto del percorso di aggiornamento del Piano introduce inoltre la possibilità per gli operatori di proporre soluzioni passive, alternative all’innalzamento del sedime. Le altre integrazioni riguardano le spiagge libere. La variante chiarisce la possibilità di realizzare, anche su queste aree, i manufatti necessari a garantire i servizi, attraverso un Progetto di Fattibilità Tecnico-Economicache dovrà essere approvato dalla Giunta comunale. Tra gli elementi rafforzati dalla variante, anche più verde e spazio alla mobilità sostenibile. “Gli interventi di riqualificazione dovranno tenere conto della necessità di un maggiore inserimento di alberi e arbusti – prosegue la sindaca - Particolare attenzione viene riservata alla mobilità ciclabile, con l’obiettivo di incrementare il numero degli stalli per biciclette e incentivare una modalità di spostamento particolarmente importante lungo il lungomare”.
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