A Rimini i prezzi crescono di più che in Italia, nonostante calo bollette gas e luce

Inflazione, aumentano i prezzi a Rimini: i dati Istat

A cura di Riccardo Giannini Redazione
02 ottobre 2024 16:11
A Rimini i prezzi crescono di più che in Italia, nonostante calo bollette gas e luce -
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Sulla base dei dati Istat, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, nel mese di agosto si rileva un’inflazione contenuta nella provincia di Forlì-Cesena e relativamente alta in quella di Rimini. Nel confronto regionale e nazionale, l’aumento dei prezzi risulta essere minore nel forlivese-cesenate e maggiore nel riminese; stessa dinamica che si riscontra anche nell’intero periodo gennaio-agosto 2024. Nel dettaglio, nei primi otto mesi scendono i prezzi delle comunicazioni e dei beni energetici mentre si registra un aumento negli altri capitoli di spesa.

Nei primi otto mesi del 2024 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo Istat per l’intera collettività (Nic) per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia), rispetto a gennaio-agosto 2023, è stata pari a +1,6%, superiore a quella regionale (+0,9%) e nazionale (+0,9%). La tendenza risulta essere crescente nei primi tre mesi (da +1,0% di gennaio a +2,5% di marzo), per poi calare nei tre mesi successivi (da +1,6% di aprile a +1,3% di giugno); luglio fa invece segnare una ripresa (+2,1%), smorzata poi da agosto (+1,7%). Nello specifico, l’aumento tendenziale di agosto risulta essere maggiore rispetto a quello di Emilia-Romagna (+1,1%) e Italia (+1,1%).

Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, nella classifica decrescente, Rimini si colloca al primo posto sia per ciò che riguarda la variazione media tendenziale gennaio-agosto sia con riferimento alla variazione annua nel solo mese di agosto.

Sulla base dell’incremento medio tendenziale dei prezzi (periodo gennaio-agosto 2024), si rilevano le seguenti variazioni, in ordine decrescente, per i capitoli di spesa: “istruzione” (+4,0%), “servizi sanitari e spese per la salute” (+3,8%), “trasporti” (+3,1%), “ricettività e ristorazione” (+2,7%), “prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+2,6%), “bevande alcoliche e tabacchi” (+2,2%), “mobili e articoli per la casa” (+1,8%), “ricreazione, spettacoli e cultura” (+1,6%) e “abbigliamento e calzature” (+0,4%). In calo, invece, sempre considerando la variazione medio annua gennaio-agosto 2024, le “comunicazioni” (-6,7%) e “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” (-6,6%), quest’ultimo causa decisa diminuzione dei prezzi dei beni energetici (-18,0%).

L’inflazione acquisita per il 2024, cioè la variazione media dell’indice nell’anno ipotizzando che l’indice stesso rimanga, nei mesi successivi, al medesimo livello dell’ultimo dato mensile, risulta essere del +2,2%.

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