Accusato di aver chiuso un 12enne "irrequieto" in cabina, bagnino assolto: condannato per lesioni
Le parti civili risarcite di 7000 euro, a fronte di una richiesta di 18.000 euro
Era stato accusato di sequestro di persona, per avere chiuso un ragazzino di 12 anni dentro a una cabina: il titolare di uno stabilimento balneare del Riminese, 63 anni, difeso dall'avvocato Enrico Graziosi, è stato assolto per questo capo di imputazione, perché il fatto non sussiste, mentre è stato condannato a 6 mesi, pena sospesa, per lesioni. In precedenza aveva offerto un risarcimento di 7000 euro, a fronte dei 180.000 chiesti dalle famiglie dei tre ragazzini coinvolti, che il giudice ha però ritenuto sufficiente. I fatti risalgono al 25 agosto 2024: in orario di chiusura, il 12enne con due suoi amici iniziò a creare scompiglio, iniziando a correre tra gli ombrelloni, così il 63enne intervenne per farli calmare. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe chiuso uno dei ragazzi in una cabina e nell'afferrarli, avrebbe provocato delle contusioni a quest'ultimo e agli altri due. La difesa, invece, ha parlato solamente di rimproveri effettuati dal titolare dello stabilimento balneare. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 9 mesi di reclusione, il giudice ha assolto l'imputato per il capo di imputazione sul sequestro di persona, lo ha condannato per le lesioni.
24.1°