Addio nuovo stadio Neri: il Comune passa al piano B, bocciata proroga ad Aurora Immobiliare
"Emerse serie e non formali lacune nella documentazione presentata dal soggetto privato"
Era la risposta più scontata, stando ai rumors attorno a palazzo Garampi, ma ora c'è l'ufficialità: niente proroga ad Aurora Immobiliare, il progetto per il nuovo stadio Neri viene cestinato. I piani ambiziosi della Ds Sport Benefit e di Aurora Immobiliare si sono sfaldati tutti, con il passare del tempo. E ora si passa al piano B, come ricorda il sindaco Sadegholvaad. Entro fine 2026 sarà presentato il piano al consiglio comunale, "con step precisi e non generici". Si procederà per stralci funzionali pluriennali, usando risorse del bilancio comunale, con lo spostamento della pista d'atletica nel nuovo impianto di via Melucci, e il contestuale avvicinamento della curva Est al rettangolo di gioco, che sarà invece spostato verso la tribuna storica. "Con gli stralci successivi, previo confronto con la competente Soprintendenza di Ravenna, sarà progettata la copertura della stessa tribuna storica e la successiva demolizione e la ricostruzione della tribuna lato Riccione, anch'essa interamente coperta. In questa rigenerazione del ‘Neri’ saranno previsti spazi per palestre e attività sportive", le parole del sindaco.
Tornando al diniego per Aurora Immobiliare, la comunicazione formale è di oggi, a firma dell'ing. Chiara Fravasini, a seguito della richiesta di ulteriore proroga di almeno 90 giorni per presentare le integrazioni chieste dall'amministrazione comunale.
Al termine dell’istruttoria condotta dal gruppo tecnico-amministrativo costituito già nel 2025 per l’analisi della proposta della Società Aurora Immobiliare, sono emerse "serie e non formali lacune nella documentazione presentata dal soggetto privato che avevano già portato a una prima comunicazione, datata 12 maggio 2026, in cui si chiedevano indispensabili integrazioni documentali entro il 3 giugno".
"Tali carenze mai risolte, relative principalmente alla grave incompletezza del progetto e all'assenza di qualunque indicazione circa la sostituzione di uno dei due principali soggetti finanziatori ora in stato di liquidazione, hanno motivato la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di un’ulteriore proroga. Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese avrà dieci giorni dal ricevimento della comunicazione per presentare eventuali osservazioni e documenti, prima dell’adozione del provvedimento conclusivo", spiegano da palazzo Garampi.
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