Affitti a canone concordato, Rimini la più cara dopo Bologna: "E i prezzi continuano a salire"

I sindacati: "Se l’affitto concordato è praticamente simile al costo di mercato, dove sta il vantaggio per la cittadinanza?"

15 aprile 2026 13:47
Affitti a canone concordato, Rimini la più cara dopo Bologna: "E i prezzi continuano a salire" - Affitto, affitti (PH repertorio)
Affitto, affitti (PH repertorio)
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Cgil, Cisl e Uil di Rimini segnalano la necessità di rivedere il sistema degli affitti a canone concordato: a fronte di circa 1,35 milioni di euro annui di agevolazioni Imu, secondo quanto dichiarato dall’amministrazione comunale nel corso della seduta congiunta della I e II Commissione consiliare del 27 gennaio 2025, i canoni continuano a crescere e si mantengono su livelli sempre più vicini ai valori di mercato. "I vantaggi a vario titolo riconosciuti agli immobili locati a canone concordato, rappresentano uno strumento pensato per favorire affitti calmierati e sostenibili. Tuttavia, alla luce dei dati disponibili e dell’andamento del mercato immobiliare locale, Rimini non sta andando in quella direzione", attaccano i sindacati.

I dati 2024 dell’Agenzia delle Entrate e dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi) mostrano che a Rimini il costo medio dei canoni concordati si attesta a 7,81 €/mq al mese, il secondo valore più alto in Emilia-Romagna dopo Bologna. Nel periodo 2018–2024, inoltre, si registra un incremento dei canoni di circa il 20%. "Se l’affitto concordato è praticamente simile al costo di mercato, dove sta il vantaggio per la cittadinanza per cui il Comune investe quasi un milione e mezzo di euro? Il rapporto costo-beneficio appare fortemente sbilanciato", evidenziano i sindacati, che sottolineano inoltre "la necessità di rivedere il meccanismo dei canoni concordati, oggi indicizzati in maniera automatica fino al 75% dell’inflazione Istat, con l’introduzione di limiti minimi e massimi in sede di rinnovo degli accordi territoriali".

"Alla luce di tutti questi elementi, appare legittimo chiedere alle amministrazioni locali provinciali di interrogarsi sull’opportunità di continuare a garantire rilevanti sgravi fiscali ai proprietari senza ottenere un effettivo impatto di calmierazione del mercato. Dopo diversi incontri anche in sede di discussione con la Giunta sulle linee di Bilancio, oltre alle diverse interlocuzioni con gli assessorati competenti, non c’è ancora alcun riscontro da parte dell’Amministrazione comunale di Rimini. In questi grandi silenzi ci chiediamo dove sia finito l’interesse pubblico in tutta questa situazione. In assenza di risposte Cgil, Cisl e Uil, unitamente ai sindacati degli inquilini, valuteranno l’avvio di iniziative di mobilitazione per sollecitare l’adozione di misure conseguenti", chiosano i sindacati.

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