Affitti universitari, l’allarme di Confcommercio: «Senza case a prezzi sostenibili Rimini perde opportunità"
Il presidente Giammaria Zanzini invita a considerare gli studenti come una risorsa strategica per il territorio
Sul tema della casa per gli universitari prende posizione anche Confcommercio della provincia di Rimini. Il presidente Giammaria Zanzini invita a considerare gli studenti come una risorsa strategica per il territorio e chiede un confronto stabile tra istituzioni, Università e rappresentanze del settore immobiliare per aumentare l'offerta di alloggi.
Le dichiarazioni
“I dati pubblicati oggi confermano una realtà che conosciamo bene: gli studenti universitari rappresentano una risorsa fondamentale per l’economia della nostra città, ma troppo spesso trovano enormi difficoltà nel reperire un alloggio a costi sostenibili. Questo non è soltanto un problema per chi studia, ma una questione che riguarda direttamente il futuro di Rimini e il suo modello di sviluppo”.
“Rimini ha scelto, negli ultimi anni, di investire con convinzione sull’Università, ampliando l’offerta formativa e rafforzando il proprio ruolo di città universitaria. Ora dobbiamo essere coerenti con questa scelta. Una città universitaria non si costruisce soltanto aprendo nuovi corsi di laurea: si costruisce garantendo agli studenti la possibilità di vivere qui, trovando una casa, servizi efficienti e una buona qualità della vita. Ogni studente che risiede stabilmente a Rimini porta valore al territorio.
Significa una città più viva dodici mesi all’anno, maggiori consumi nei negozi di vicinato, nei pubblici esercizi e nei servizi, una presenza costante che contribuisce anche alla sicurezza urbana e una maggiore capacità di attrarre investimenti, imprese e nuove professionalità. Gli studenti non rappresentano un costo, ma un investimento sul futuro economico e sociale della nostra comunità”.
Per Confcommercio è quindi necessario passare rapidamente dalle analisi alle soluzioni.
“Crediamo sia arrivato il momento di aprire un tavolo permanente che coinvolga Comune di Rimini, Università, Campus, associazioni di categoria e rappresentanze dei proprietari immobiliari offrendo loro maggiori garanzie e strumenti che rendano più semplice e sicuro affittare agli studenti, con l’obiettivo di aumentare concretamente l’offerta di alloggi a canoni sostenibili. Servono strumenti nuovi, incentivi e un confronto costante per mettere a sistema le esigenze di tutti gli attori coinvolti. La sfida della casa per gli universitari non riguarda soltanto il diritto allo studio. È una scelta di politica economica e di sviluppo urbano. Se vogliamo che Rimini cresca davvero come città universitaria, dobbiamo creare le condizioni perché gli studenti scelgano di vivere qui. È una sfida che riguarda tutti e che richiede una visione condivisa, capace di guardare oltre l’emergenza e costruire il futuro della città senza che se ne vadano all’estero come accade oggi. Negli ultimi anni, circa 78.000 giovani nella fascia d’età 18-34 anni hanno lasciato l’Italia ogni anno, con un bilancio cumulativo di 630.000 ragazzi emigrati tra il 2011 e il 2024 secondo i dati del CNEL”.
Zanzini propone inoltre di allargare lo sguardo all’intero territorio provinciale.
“Credo che questa possa diventare anche un’occasione per costruire una strategia condivisa con i Comuni dell’entroterra, che oggi stanno vivendo un progressivo spopolamento. Se riuscissimo a sviluppare un sistema di ospitalità diffusa, supportato da collegamenti efficienti con il Campus, potremmo contemporaneamente ampliare l’offerta abitativa per gli studenti e contribuire a ridare vitalità a territori che hanno bisogno di nuovi residenti e nuove opportunità”.
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