Al Miftah, a Rimini la terza edizione del festival per la Palestina

Il collettivo organizzatore porta in città tre giorni di eventi tra teatro, cinema, laboratori e musica dedicati alle narrazioni decoloniali e alla cultura palestinese

A cura di Michela Alessi Redazione
03 giugno 2026 08:52
Al Miftah, a Rimini la terza edizione del festival per la Palestina -
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Non era affatto scontato arrivare alla terza edizione di Al Miftah / Festival for a Free Palestine, un festival totalmente indipendente organizzato dal collettivo Rimini con Gaza e finanziato dal sostegno popolare.

Un evento nato per decostruire le narrative dominanti a partire dai lavori di artiste e artisti palestinesi e arabo-discendenti, dal Levante, dal Nord Africa o nella diaspora.

Il collettivo organizzatore sottolinea che il festival si è sviluppato in parallelo e in opposizione al genocidio di Gaza. Ad oggi non esiste alcun cessate il fuoco. La Striscia è soggetta al controllo asfissiante dell’esercito israeliano che continua a negare l’accesso di beni essenziali mentre proseguono gli omicidi extragiudiziali. Allo stesso tempo, la Cisgiordania è sempre più stretta nella morsa dei coloni. L’occupazione non punta solo all’espulsione e allo sterminio dei palestinesi ma anche alla cancellazione della storia e della cultura di questa terra.

Per il collettivo, parlare di Palestina e moltiplicare gli spazi di presa di parola significa resistere a un tentativo di annientamento fisico e simbolico. Richiamano il fatto che, in questi anni, Israele avrebbe perso l’egemonia della produzione del discorso grazie alle iniziative di solidarietà a livello globale e al lavoro di giornaliste e giornalisti e attiviste e attivisti palestinesi che, nonostante minacce e violenze sistemiche, continuano a raccontare i crimini e le forme di resistenza.

Il collettivo afferma inoltre il proprio sostegno alla protesta di Art Not Genocide Alliance e di tutte le artiste e tutti gli artisti, operatrici culturali e operatori culturali e maestranze che hanno scioperato contro la presenza del padiglione israeliano alla Biennale di Venezia. Nel loro intento, il festival vuole contribuire a un discorso emancipativo e decoloniale contro il progetto sionista e contro l’avanzata delle destre suprematiste globali che vedono in Israele un paradigma politico.

Il collettivo sottolinea anche le difficoltà incontrate nell’organizzazione della terza edizione, legate alla cosiddetta violenza del regime dei confini e dell’economia di guerra globale. Ricorda che già nelle edizioni precedenti alcune partecipazioni sono saltate per problemi di visti o per restrizioni alla mobilità delle persone palestinesi imposte da Israele.

Secondo il collettivo, l’espansione della macchina bellica israeliana in più aree del Medio Oriente rende sempre più difficile la partecipazione di artiste e artisti palestinesi a festival e reti internazionali. Mentre scrivono, aggiungono, non è ancora certo che tutte le artiste e tutti gli artisti invitati possano raggiungere Rimini.

Il collettivo evidenzia inoltre come il razzismo non sia un fenomeno confinato ai contesti coloniali ma si manifesti anche in Europa e nelle città italiane, compresa Rimini. Racconta episodi locali che mostrano forme di islamofobia e stereotipizzazione nei confronti di persone arabe e musulmane, alimentate da politiche istituzionali ma anche da pratiche quotidiane.

Per questo motivo, il collettivo spiega di aver deciso di espandere il festival in tre luoghi diversi della città, con l’obiettivo di portare al centro del dibattito le lotte decoloniali, le narrazioni del margine, i saperi popolari e la memoria come strumento trasformativo.

Iniziano giovedì 4 giugno al Teatro del Castoro con la performance teatrale Khalil Khalil, che racconta la vicenda autobiografica dell’artista Khalil Al Batran tra occupazione, memoria e resistenza. Segue un talk con l’attore e il regista Bilal Alkhatim.

Venerdì 5 giugno il festival si sposta all’ex oratorio della Crocina con il laboratorio Keffiyeh Project e la proiezione di Witness, seguito dal film With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari.

Sabato 6 giugno si torna a Casa Madiba Network con laboratori di dabka e cucina palestinese, attività per bambini, presentazioni e performance artistiche, fino ai live musicali serali con Asifeh/Stormtrap e Khalil Glitch.

Durante tutte le giornate, il collettivo segnala la presenza di cucina palestinese curata da Chef Ali Sheabat e la collaborazione con realtà solidali e librerie indipendenti. L’identità grafica del festival è stata realizzata dall’illustratrice marocchina Merieme Mesfioui.

Programma

Giovedì 4 giugno

Teatro CastOro, Via del Castoro, 7, 47923 Rimini RN
18:00 Apertura e aperitivo a cura di Chef Alì
20:00 Khalil Khalil (spettacolo teatrale, prenotazione qui)
21:30 After talk con Khalil Al Batran e Bilal Alkhatib (dibattito)

Venerdì 5 giugno

Ex-oratorio della Crocina, Via Domenico Francolini, 6/2, 47921 Rimini RN
11:00 Keffiyeh Project (workshop, iscrizione qui)
18:00 Apertura e aperitivo a cura di Chef Alì
18:30 Proiezione in loop di Witness di Khalil Al Batran (video)
20:00 Proiezione di With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari (film)

Sabato 6 giugno

Casa Madiba, Via Dario Campana, 59 F, 47922 Rimini RN
15:00 Bologna x Gaza Dabke* (workshop, iscrizione qui)
15:00 La cucina tradizionale palestinese (workshop, iscrizione qui)
18:00 Apertura mercatino solidale, laboratorio di collage per bambini* e cena a cura di Chef Alì
18:30 Presentazione di Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese con Fidaa Abuhamdiya (dibattito)
20:00 Revisiting: Resisting Turbulence di Nour Sokhon (performance)
22:00 Asifeh / Stormtrap (live set)
23:00 Khalil Glitch (dj set)

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