Alberghi dismessi, Rimini cambia: potranno diventare Condhotel e altre strutture turistiche
Il vincolo alberghiero sostituito dal vincolo turistico. Montanari (Fiavet Rimini): "Servono anche capitali esterni, non solo investimenti di operatori locali"
L'amministrazione comunale di Rimini ha deciso di rimuovere il vincolo alberghiero, sostituendolo con un vincolo turistico, e quando la riforma sarà esecutiva, gli alberghi dismessi o poco competitivi sul mercato potranno trasformarsi in residence, Condhotel, ma anche in spazi per co-living per risolvere il problema degli affitti per lavoratori stagionali e studenti (niente trasformazione però in condomini in senso stretto). La volontà di palazzo Garampi è quella di non tradire la vocazione turistica della città, ma di innovare l'offerta alberghiera. Il percorso passerà attraverso la promessa variante al Rue e le scelte contenute nel Piano Urbanistico Generale. Il dibattito si preannuncia articolato: tra le ipotesi già sul tavolo figurano appunto condhotel, parcheggi multipiano, alloggi per lavoratori stagionali o studenti, centri benessere, residence, ristorazione collettiva, piscine e impianti sportivi. Altre soluzioni guardano a meccanismi compensativi: l’albergatore che cede l’immobile potrebbe ottenere volumetrie residenziali in altre zone della città o la possibilità di sopraelevare altre strutture. Parallelamente, si ipotizza di favorire la nascita di grandi alberghi moderni attraverso politiche di accorpamento e recupero degli spazi oggi occupati da strutture abbandonate. Con oltre 300 immobili potenzialmente interessati, si profila la possibilità – forse unica – di ridisegnare in modo organico la città turistica.
Resta centrale però centrale il nodo delle risorse, avverte Giovannino Montanari, presidente provinciale Fiavet Rimini e Repubblica di San Marino. La fase progettuale dovrà infatti rapidamente tradursi in investimenti concreti per rendere possibile la “nuova Rimini”.
Accanto agli operatori locali, che andranno sostenuti e incentivati, sarà necessario attrarre capitali esterni: fondi comuni d’investimento, investitori internazionali interessati al mercato italiano, catene alberghiere, grandi tour operator, oltre a finanziamenti europei, statali e regionali.
Secondo Montanari, è indispensabile costituire uno staff di professionisti dedicato alla ricerca strutturata di investitori. Tra i nomi indicati figura quello di Mauro Santinato, consulente con esperienza maturata in altre destinazioni turistiche, che da tempo sollecita un ripensamento complessivo del modello riminese.
La fase che si apre richiede decisioni rapide e proposte operative per affrontare quelli che Montanari definisce i “buchi neri” della Riviera: strutture obsolete, immobili abbandonati, aree degradate.
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