Allevamento di ovini in forte calo in Valmarecchia, numeri giù anche per i suini
L'analisi dell'agronomo Leonardo Sacchetta
Come sono andati gli allevamenti in provincia di Rimini negli ultimi due anni (2023 - 2025)? Risponde a questo quesito l’esperto agronomo Leonardo Sacchetta dopo un’attenta e minuziosa analisi tratta dalla elaborazione dei dati pubblicati dalla Bdn dell'Anagrafe Zootecnica istituita dal Ministero della Salute presso il Cs ndell'Istituto "G. Caporale" di Teramo".
Nel comparto dei bovini, si registra una contenuta diminuzione dei capi allevati pari a 205 unità, infatti si passa dai 7.046 capi del 2023 ai 6.841 del 2025. Ben 31 allevatori hanno abbandonato l’attività, cosi si è passati da 248 allevamenti ai 217.
In questo comparto, è la Valmarecchia a farla da padrona con la presenza di 5.642 capi contro i 918 della Valconca ed i 281 di Rimini.
Per la Valmarecchia, sono Novafeltria con 1.461 capi e San Leo con 1.232, i comuni con il più alto numero di bovini, seguiti da Pennabilli 606, S. Agata Feltria 604, Montecopiolo 550 e Casteldelci con 420 capi.
Contrariamente ai bovini il vero crollo c’è stato nel comparto degli ovini con la perdita di ben 1.206 capi, infatti si è passati dai 8.248 capi del 2023 ai 7.042 del 2025. Però ben 119 allevatori hanno abbandonato in questi ultimi due anni l’allevamento passando da 336 agli attuali 217.
In questo settore spicca la Valconca con 4.542 capi allevati contro i 2.142 della Valmarecchia ed i 358 di Rimini.
In Valconca, Coriano con 1.462 ovini, guida la classifica, (anche se è proprio in questo comune che si è verificata la perdita maggiore, 296 capi) seguito da Saludecio con 1.280 capi allevati.
Per la Valmarecchia è San Leo in testa con 553 capi, seguito da Pennabilli con 251 (anche se è proprio in questo comune che si è verificata la perdita maggiore, di ben 180 capi) così un forte calo c’è stato per tutti i comuni montani.
Un forte calo lo si riscontra anche nel numero dei capi suini che nel corso dell’anno sono diminuiti di ben 1.960 capi, passando dagli 8.175 del 2023 ai 6.215 del 2025. In questo comparto sono i comuni di Poggio-Torriana e Montecopiolo a detenere il maggior numero di capi rispettivamente con 3.320 e 1.566 suini.
"Questo impoverimento del bestiame allevato - termina Sacchetta - avrà un forte impatto sull’agricoltura dei territori di montagna, con conseguenze economiche, ecologiche e sociali. In pochi anni si avrà un degrado del suolo, la sparizione delle pratiche agricole tradizionali, il dissesto idrogeologico e lo spopolamento delle zone rurali. La mancanza di bestiame, avrà ripercussioni sul paesaggio, sulla biodiversità, sul suolo e sull’intero tessuto sociale delle comunità montane. E’quindi essenziale promuovere politiche di gestione e valorizzazione del settore agricolo montano, affinchè queste aree possano continuare a vivere sia per l’ambiente che per le persone che vi abitano".
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