Alluvione, Gnassi attacca: "Dopo quattro mesi non è arrivato un euro"
Alluvione, Andrea Gnassi contro il Premier Meloni: "Non faccia l'ultras di partito
“Delle due l’una. O hanno vinto i suoi colonnelli della destra tutta e solo politica (ministri, vice sottosegretari che hanno imposto la linea di attacco totale all Emilia Romagna, con l’obiettivo del caos sociale da cavalcare per le elezioni l’anno prossimo) o la presidente Meloni è sempre stata d’accordo con loro e con questa linea, mascherando gli intenti con pacche sul petto e stivali nell’acqua”. Così il deputato Andrea Gnassi in una nota accusa il governo Meloni di non aver finanziato la ricostruzione in Emilia Romagna dopo il maltempo di maggio.
“Non è arrivato un euro, non c’è un’azione di ricostruzione strutturata in essere. Neanche il più di un miliardo non speso per ammortizzatori sociali e sostegno all’export del primo Decreto emergenza, (evidentemente scritto male), neanche quello è stato ridestinato a famiglie e imprese. A 4 mesi dai fatti siamo al 100% di indennizzi zero, se si escludono i 3,5 milioni di euro gestiti da Regione e Protezione civile. La favola dell’Underdog di una persona venuta dal basso, vicina alla gente contro i poteri forti finisce con la letterina di Ferragosto. Sì, perché con questa, Meloni in realtà si svela e si rivela una gelida e cinica ultrà della politica, che usa il potere forte da presidente del consiglio per un attacco politico all’Emilia Romagna”, prosegue Gnassi.
“Allora Presidente Meloni, se vuole smentire quello che ormai è evidente, prenda un impegno: dopo questa letterina venga qua sui territori colpiti, venga e dimostri che è ancora la presidente del consiglio di tutti gli italiani e non una ultras di un partito. Venga presidente Meloni e prenda l’impegno di fare un giro con gli emiliano romagnoli tra frane, strade distrutte, tra gli italiani che in questa terra hanno perso casa, impresa e lavoro. Venga e ci dica se ha stime diverse dei danni da quelle di circa 9 miliardi, dimostri con gli stivali sulle frane, o nelle case disabitate e colpite, che va tutto bene e le cose stanno procedendo”, esorta Gnassi.
“Un buon amministratore – chiosa il deputato Dem – verifica sul campo e raccoglie proposte. Esattamente come per il credito d’imposta, strumento che il governo non ha voluto usare per permettere di detrarre dalle tasse tutte le spese sostenute per i danni. O come la sburocratizzazione delle procedure e il coinvolgimento degli attori locali per l’avvio di opere e cantieri prima dell‘autunno che può portare di nuovo enormi problemi”.
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