Amianto, malattia professionale riconosciuta anche senza Biopsia: il caso di Rimini fa scuola
L’uomo era stato esposto all’amianto alle Officine Grandi Riparazioni di Rimini
A causa della gravità del suo stato di salute, non era stato possibile eseguire biopsie e
indagini istologiche: per questo motivo, riferisce l'ANSA, Inail aveva respinto la richiesta di riconoscimento di malattia professionale dovuta all'esposizione ad amianto per un lavoratore delle Officine Grandi Riparazioni di Rimini, al quale era stato diagnosticato un tumore al polmone. Ora è stata riconosciuta la malattia professionale, come comunica l'Associazione Familiari e Vittime di Amianto.
La prima domanda era stata inoltrata dai familiari, perché il l'uomo nel frattempo era deceduto. Per stabilire il diritto del lavoratore, riferisce AFeVa, è stato necessario un ricorso con perizia medico legale gestito insieme ad Inca Cgil di Rimini: oltre alla certezza dell'esposizione ad amianto nel luogo di lavoro, sono stati indicati precedenti riconoscimenti di malattia professionale per placche pleuriche e asbestosi (sicuramente correlate all'amianto) e come il tumore primitivo fosse localizzato nei polmoni. È stata inoltre citata una sentenza della Corte di Cassazione che stabiliva che una biopsia invasiva non potesse essere pretesa solo per esigenze probatorie.
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