Ampliamento Rimini Fiera, comitato non molla: "Nuovo impianto da 18.500 non può starci"

Le preoccupazioni per gli impatti sulla viabilità

02 giugno 2026 12:54
Ampliamento Rimini Fiera, comitato non molla: "Nuovo impianto da 18.500 non può starci" - Rimini Fiera
Rimini Fiera
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Dopo aver annunciato l'indizione di una raccolta firme, il comitato Osservatorio Ampliamento Fiera ribadisce la propria contrarietà al progetto di ampliamento del quartiere fieristico riminese, precisando di essere "favorevoli allo sviluppo, agli investimenti e alla crescita", ma allo stesso tempo "contrari a decisioni che ignorano la realtà del territorio e scaricano sui cittadini il peso di scelte urbanistiche sbagliate".

"Proprio - ribadisce il direttivo - per questo riteniamo che un impianto destinato ad accogliere fino a 18.500 persone non possa essere collocato in un'area che, già oggi, mostra evidenti limiti dal punto di vista della viabilità e dell'accessibilità".

"Non è una questione ideologica. È una questione di buon senso. In quel luogo, semplicemente, un impianto da 18.500 persone non ci sta. Non ci sta per caratteristiche urbanistiche, non ci sta per capacità viaria, non ci sta per l'impatto ambientale, e per l’impatto che avrebbe sulla vita quotidiana dei residenti. Quando un progetto di queste dimensioni viene previsto in un contesto che non è in grado di sostenerlo, il problema non è il progresso: il problema è la pianificazione. Il quadrante fieristico, come mostrano le immagini, è dentro un imbuto infrastrutturale, saturo, fortemente impermeabilizzato, ed ogni nuovo intervento produrrebbe effetti moltiplicativi non marginali", argomenta il direttivo del comitato, sollecitando l'amministrazione comunale ad assumersi le proprie responsabilità, chiedendosi "se un territorio possa reggere un'opera di tale portata, e solo dopo decidere dove realizzarla. Perché sviluppo non significa riempire ogni spazio disponibile. Significa collocare ogni progetto nel posto giusto".

Il comitato non è convinto delle rassicurazioni sul traffico ("gestibile") e sui disagi ("Marginali"): "I cittadini conoscono bene la situazione di quell'area e sanno cosa accade già oggi nelle giornate di maggiore afflusso. Pensare di aggiungere ancora decine di migliaia di persone senza generare conseguenze significative significa negare l'evidenza".

Per il comitato, dunque, "le infrastrutture devono precedere i grandi progetti, non inseguirli". Servono quindi "collegamenti adeguati, accessi efficienti e una viabilità capace di sostenere i flussi; poi si realizzano opere di questa portata".

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