Appartamenti troppo bassi e finestre piccole: non sono abitabili, il Tar dà ragione al Comune di Rimini

Gli appartamenti riguardano il piano seminterrato di un immobile in centro storico

25 agosto 2026 13:28
Appartamenti troppo bassi e finestre piccole: non sono abitabili, il Tar dà ragione al Comune di Rimini - Immagine di repertorio elaborata con ChatGpt
Immagine di repertorio elaborata con ChatGpt
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Il Tar Emilia Romagna ha respinto tre ricorsi presentati contro il Comune di Rimini da altrettanti proprietari di appartamenti di un immobile nel centro storico, confermando la legittimità dei provvedimenti con cui l'amministrazione aveva dichiarato inabitabili i locali e ne aveva disposto lo sgombero per motivi igienico-sanitari.

Le tre sentenze, pubblicate il 21 agosto, riguardano altrettante unità immobiliari ricavate al piano seminterrato dello stabile, ciascuna oggetto in passato di una concessione edilizia in sanatoria. I ricorrenti sostenevano che tali concessioni in sanatoria costituissero automaticamente anche certificato di abitabilità, contestando dunque le successive ordinanze comunali di inabitabilità e sgombero.

Il Tar ha respinto questa impostazione, chiarendo un principio valido per tutti e tre i casi: il condono edilizio legittima esclusivamente il profilo edilizio delle opere realizzate, ma non equivale automaticamente al certificato di abitabilità, che resta subordinato al rispetto dei requisiti igienico-sanitari. Nei tre casi esaminati, i locali presentavano un'altezza interna al di sotto del minimo di legge, oltre a finestrature anguste e insufficienti a garantire un adeguato ricambio di aria e luce.

Il Tar ha inoltre confermato che i sopralluoghi dei tecnici dell'Ausl Romagna erano stati regolarmente effettuati e che l'istruttoria condotta dagli uffici comunali risultava completa e correttamente motivata, respingendo così anche le censure relative a presunti vizi procedurali. Il Tribunale ha infine condannato i ricorrenti al pagamento delle spese legali in favore del Comune di Rimini e dell'Ausl. Le pronunce confermano l'orientamento già espresso dal Consiglio di Stato e dalla Corte.

“Il tema dei controlli sulla qualità e sulla salubrità degli alloggi è una priorità per il Comune di Rimini – commenta l’assessore Juri Magrini. Quando emergono situazioni che possono mettere a rischio la salute e la sicurezza delle persone, l’amministrazione ha il dovere di intervenire, attraverso gli strumenti previsti dalla legge e in collaborazione con gli organismi sanitari competenti. Questa sentenza conferma la correttezza del lavoro svolto dai nostri uffici e che la tutela della salute viene prima di ogni altra considerazione e che un eventuale titolo edilizio o una sanatoria non possono essere utilizzati per giustificare condizioni abitative non salubri”.

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