Appennino, agricoltura e sviluppo delle aree interne: confronto a Pavullo con Cia
Venerdì 23 ottobre il roadshow “Territori che rigenerano” riunisce imprese, istituzioni e ricerca per discutere di servizi, ricambio generazionale e valorizzazione delle comunità rurali
Il futuro dell'Appennino Emiliano Romagnolo al centro di un confronto tra imprese agricole, istituzioni, enti locali e mondo della ricerca. È questo il contenuto dell’evento che si terrà venerdì 23 ottobre 2026, dalle 9.30, presso il cinema teatro Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano (Modena), via Giardini 190, che ospiterà "Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne", il roadshow promosso da Cia-Agricoltori Italiani e finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nell'ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
All’appuntamento interregionale parteciperà anche una numerosa rappresentanza di Cia Romagna.
L’iniziativa è nata per raccogliere esperienze, bisogni e proposte direttamente dalle comunità rurali e trasformarli in indicazioni concrete per una nuova politica di sviluppo delle aree interne.
Per i territori dell'Appennino Emiliano Romagnolo, segnati dallo spopolamento e dalle difficoltà di accesso ai servizi - una condizione che riguarda anche alcune aree della bassa pianura - il confronto rappresenta un'occasione per mettere al centro il ruolo delle aziende agricole nella tenuta economica, sociale e ambientale delle comunità.
"Da anni Cia è impegnata sul tema delle aree interne. Queste rappresentano una parte importante del territorio regionale e vanno tutelate - afferma Lorenzo Falcioni, presidente Cia Romagna - Gli agricoltori non garantiscono solo cibo, ma contribuiscono ogni giorno alla salvaguardia del paesaggio e alla tutela dell’ambiente. Vogliamo portare all’attenzione della politica le esigenze di chi vive e lavora in questi territori e ottenere il riconoscimento del ruolo fondamentale dell’agricoltura come presidio del territorio”.
L'obiettivo è valorizzare un'agricoltura capace di produrre reddito e occupazione, custodire il paesaggio e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico, rafforzando il legame tra produzioni locali, tutela delle risorse naturali e sviluppo dei territori. Il contributo dell’Emilia-Romagna confluirà nel "Manifesto delle Aree Interne", che sarà presentato il 30 novembre a Roma, all'Auditorium Giuseppe Avolio di Cia, al termine delle dieci tappe del roadshow.
PROGRAMMA
Il programma dell'incontro di Pavullo, settima tappa, prenderà il via alle ore 9.30 e si aprirà con i saluti di Davide Venturelli, sindaco di Pavullo nel Frignano, e del presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia.
Presenterà l’iniziativa – suddivisa in tre tavoli di lavoro - Lorenzo Catellani, presidente di Cia Emilia-Romagna mentre aprirà la discussione del primo panel (Agricoltura come infrastruttura pubblica) Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura a cui parteciperanno Luciana Serri, presidente Ente Parchi Emilia Centrale, Iacopo Lagazzi, presidente Unione Terre dei Castelli e coordinatore Stami e Snai, Francesco Vincenzi, presidente nazionale Anbi e presidente Consorzio Bonifica Burana, Matteo Pagliarani, presidente nazionale Agia, Associazione dei giovani imprenditori agricoli.
Alla seconda sessione dei lavori (Giovani, capitale umano e ricambio generazionale) parteciperanno Davide Baruffi, assessore regionale alla Montagna, Emanuele Ferrari, presidente Uncem Emilia-Romagna e sindaco Castelnovo nei Monti, Martina Codeluppi presidente Agia Emilia Romagna e Giorgio Davoli, presidente Anp Emilia Romagna e Romina Tedaldi dell’agriturismo Cà Martino.
Al terzo tavolo, (Filiere territoriali e valore aggiunto) siederanno Adelfo Magnavacchi, presidente Gal Appennino Modena Reggi, Andrea Lori del Consorzio del Parmigiano Reggiano con delega alla Montagna, Gianna Bottazzi, presidente Donne in Campo Emilia Romagna e Paolo Toni della Fattoria Monte Bebbio. Concluderà la giornata il presidente nazionale Cia Cristiano Fini.
Attraverso la consultazione territoriale, Cia intende raccogliere il contributo di chi vive e lavora nell'Appennino, individuando proposte che possano sostenere la competitività delle imprese e rendere possibile la permanenza delle nuove generazioni nei territori rurali.
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