I Marinai di Salvataggio contro le nuove norme: "Troppa confusione"
L'Associazione Marinai di Salvataggio critica decisioni sulla sicurezza balneare
L’Associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini nuovamente sul piede di guerra dopo le nuove ordinanze balneari adottate dalla Regione, in accordo con le Capitanerie di Porto e con il benestare degli assessori dei comuni interessati: in una nota evidenzia infatti le gravi criticità emerse nel primo weekend della stagione estiva. La mancanza di consulto con i professionisti del soccorso ha portato a una “falsa parvenza di sicurezza pubblica“, evidenzia la nota.
Marinai di salvataggio: “Nostre richieste di modifiche inascoltate”
L’associazione parte proprio dal confronto, attivato in inverno, con le istituzioni, per evidenziare “le gravi criticità che avrebbe apportato l’eventuale applicazione a livello locale” della normativa varata dagli uffici regionali competenti.
Le Capitanerie e i Comuni, in particolar modo Rimini, si sono però opposti alle modifiche richieste dai Marinai di Salvataggio, “gli unici tecnici realmente in grado di valutare le effettive criticità in ambito di sicurezza balneare all’interno delle aree di mare destinate alla balneazione”.
“I risultati temuti infatti – attacca l’associazione nella nota – non si sono attardati a verificarsi”.
Nel primo weekend di servizio è stata rilevata l’assenza del servizio di salvataggio nelle spiagge libere di Rimini e Miramare, ma non solo: “Si è potuto constatare una variegazione pittoresca di bandiere rosse e di bandiere bianche contemporaneamente issate sui pennoni degli stabilimenti balneari e delle torrette di Salvataggio, così come deciso arbitrariamente dalle Capitanerie, creando un’ assurda confusione e l’ impossibilità a comprendere il significato del messaggio che si vuole inviare agli utenti in termini di sicurezza balneare”.
Inoltre, “la cartellonistica informativa del significato delle bandiere non è aggiornata risultando fuorviante”.
Altro grave problema, rileva l’associazione, è quello già evidenziato in più un’occasione: la sorveglianza a torrette alternate (e non in tutte le torrette) per 2 ore al giorno. Ma non solo: “Abbiamo rilevato delle irregolarità dei turni di servizio, che in alcuni casi risultano essere di 6 ore e mezzo continuative, violando volutamente le norme previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro”.
“Come volevasi dimostrare, per l’ennesima volta la voce inascoltata dei professionisti del soccorso viene trasformata dalle autorità competenti istituzionali in una falsa parvenza di sicurezza pubblica, perché per gretti interessi politici privati le norme per la tutela della collettività (Ordinanze Balneari) vengono emesse senza previo consulto tecnico ai tavoli decisionali dei rappresentanti degli assistenti bagnanti“, chiosa la nota dall’associazione.
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