Aumenti stipendi sindaco e giunta, Potere al Popolo: "E questi sarebbero politici di sinistra?"
La normativa del governo Draghi suscita la proteste di Potere al Popolo: "Uno schiaffo per l'Italia che ha fame
Dopo Gioenzo Renzi, anche Potere al Popolo, sezione di Rimini, si scaglia contro gli aumenti delle indennità a favore di sindaci, membri di giunta e presidente del consiglio comunale. Un aumento non deliberato dalla giunta comunale riminese, ma effetto di una normativa introdotta dal governo Draghi: “Sarà legittimo, ma è ai limiti della vergogna“, attacca Potere al Popolo.
“È veramente uno schiaffo all’Italia che lavora per stipendi da fame – prosegue la nota – raddoppiare gli stipendi ad amministratori pubblici che hanno altre cariche e altri indennizzi ed entrate pubbliche. Ricordiamo che il Sindaco di Rimini è anche Presidente della Provincia di Rimini e Presidente di Visit Romagna“.
“Non ci sono le risorse per i contratti o per adeguare le misure di welfare, ma accettano ugualmente l’aumento ,mentre le retribuzioni perdono potere d’acquisto: questi sarebbero politici di sinistra?”, prosegue la nota, evidenziando che sarebbe stato preferibile, da parte del sindaco, il gesto di devolvere gli aumenti a un fondo per i servizi di assistenza per gli anziani e i soggetti fragili.
“È doveroso chiedersi, scrupolosamente e in maniera approfondita, se, all’interno di una città come Rimini in cui molte famiglie hanno serie e concrete difficoltà a garantirsi l’essenziale, in cui molte imprese affrontano enormi disagi, tali da metterne in dubbio l’esistenza stessa, era così necessario adottare una scelta del genere?
Riteniamo di no, assolutamente di no”, chiosa la nota.
17.5°