Avvocati penalisti in sciopero a Rimini: "Troppi suicidi in carcere, effetto di condizioni inumane"

Più di 50 suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. “È questo il drammatico effetto delle condizioni inumane in cui versano i nostri istituti penitenziari” rileva il direttivo della Camera...

A cura di Riccardo Giannini Redazione
10 luglio 2024 06:44
Avvocati penalisti in sciopero a Rimini: "Troppi suicidi in carcere, effetto di condizioni inumane" -
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Più di 50 suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. “È questo il drammatico effetto delle condizioni inumane in cui versano i nostri istituti penitenziari” rileva il direttivo della Camera Penale di Rimini che aderisce all’astensione dalle udienze e da ogni attività nel settore penale deliberata dall’Unione delle Camere Penali da oggi (mercoledì 10 luglio) a venerdì (12 luglio)

L’astensione dei penalisti è volta a richiedere l’adozione di “provvedimenti urgenti per far fronte alla situazione di persistente sovraffollamento e all’incessante stillicidio di persone ristrette in carcere che si tolgono la vita con una frequenza impietosa”.

“Anche alla luce dei moniti provenienti dall’Europa, è oggi improcrastinabile la necessità che il nostro Paese apporti riforme concrete ed efficaci, tese a ridurre il numero dei detenuti, a garantire cure e assistenza ai soggetti affetti da fragilità e disagi psichici e a evitare nuove carcerazioni non indispensabili, specie riportando la custodia cautelare nel suo naturale alveo di extrema ratio preventiva“, si legge in una nota del direttivo.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, l’Unione delle Camere Penali Italiane, nella giornata di giovedì 11 luglio, organizza una manifestazione a Roma (piazza dei Santi Apostoli, dalle ore 14:30), a cui parteciperanno, oltre agli avvocati penalisti italiani (tra i quali anche una delegazione della Camera Penale di Rimini), tanti esponenti della società civile, dell’associazionismo, non solo forense, e della politica. “La pena carceraria non può e non deve essere luogo di marcescenza anziché, come prevede il dettato costituzionale, di rieducazione”, chiosa la nota.

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