Basket A2, Dole al debutto al Flaminio: Avellino ai raggi X
La squadra campana guidata da coach Di Carlo ha vinto all'esordio contro Vigevano. Roster destinato a navigare costantemente nelle parti alte della classifica,
Dopo il grande successo in quel di Montecatini, la Dole Rimini torna al Flaminio non solo per il proprio debutto casalingo, ma anche per il primo big match della stagione: domenica 4 ottobre alle 18, infatti, arriva in riviera l’Halley Campania Avellino Basket.
La compagine avellinese, che in estate ha confermato come capo allenatore l’ex Nardò e Livorno Gennaro Di Carlo, arrivato a novembre 2025 in sostituzione di Maurizio Buscaglia, ha allestito un roster destinato a navigare costantemente nelle parti alte della classifica, composto da interpreti che possono essere molto pericolosi sul parquet: pericolosità di cui i campani hanno già dato dimostrazione nella prima giornata, vincendo 87-69 contro Vigevano con il 56% da due (10/18) ma soprattutto un encomiabile 52% da tre (16/31).
Ad aprire il quintetto è Mattia Palumbo, playmaker con il fisico di un’ala (198 cm x 95 kg) che, nonostante i soli 26 anni, è già alla sua decima stagione tra i senior, la nona in A2 e la prima con la maglia di Avellino dopo le precedenti avventure con Treviglio, Scafati, Udine, Forlì, Cento, Verona e Rieti. Il metronomo nativo di Roma si affianca nel reparto esterni a quella che è la punta di diamante della Halley Campania, Blake Francis, profilo ormai esperto del nostro campionato viste le 43 apparizioni tra Vigevano, Brindisi e i biancoverdi che, appena cinque giorni fa, ha realizzato 31 punti con cinque triple e 30 di valutazione complessiva al debutto stagionale, dando un forte segnale a tutti coloro che si vogliono contendere il premio virtuale di “minaccia offensiva più importante del torneo”.
A un attaccante puro segue un equilibratore come Marco Mollura, campione in carica dell’A2 con Scafati e giocatore in grado di prendere tiri da tre punti sia costruiti che da situazioni personali, come testimoniano il 39% da oltre l’arco dell’ultima annata sportiva e il 51%, nel 2023-2024, con Trapani. L’ala grande dei biancoverdi è il confermatissimo Giacomo Dell’Agnello, ex Cividale che ha chiuso la scorsa stagione con 10.2 punti realizzati ad allacciata di scarpe, mantenendo aperta un’impressionante striscia di dieci annate consecutive in doppia cifra di media: dal 2016-2017, infatti, il 32enne non ha mai terminato una stagione sotto i 10 punti a incontro, prima in C Gold (Liburnia), poi in B (Alba, Vigevano, Tigers Romagna, Bergamo) e infine in A2 (Cividale e Avellino).
La dose di talento nelle fila avellinesi non è finita, perché nel ruolo di pivot possiamo trovare Tariq Owens, un profilo di grande esperienza nonché uno dei colpi più intriganti del mercato dell’intero panorama cestistico italiano. Nell’ultima stagione il lungo americano ha giocato nelle massime leghe di Francia e Israele, ma nel suo curriculum, che comprende NBA con i Phoenix Suns e G-League, sono ben tre le stagioni in Italia in A1, dal 2022 al 2025 con Varese, Napoli e Cremona, nelle quali è cresciuto sia per dinamicità che per percentuali da tre.
In attesa del rientro dall’infortunio di Federico Mussini, play/guardia da quasi 14 punti a partita prima della lesione al legamento del crociato anteriore sinistro, a prendere il suo posto nelle gerarchie di coach Di Carlo è l’ex bandiera pistoiese Gianluca Della Rosa, nell’ultimo anno alla Fortitudo Bologna (7.1 ppg in poco più di 22 minuti) e giocatore molto agile, in grado di alzare il ritmo sul parquet. Possono occupare entrambi gli slot di guardia e ala piccola le figure di Luca Campogrande, 30enne con 141 presenze in A1 ma reduce da un anno trascorso in seconda serie tra Pistoia e Cividale, e Lucas Fresno, talentuoso esterno classe 2004 che già nella prima giornata ha pareggiato il suo career-high da 11 punti in A2.
Il reparto dei lunghi in uscita dalla panchina, infine, è formato da giocatori dinamici e in grado di creare pericoli sia nel pitturato che tramite short roll: l’ala grande Michele Serpilli, che lo scorso anno ha contribuito alla promozione di Verona con 205 punti totali in Regular Season, e l’espertissimo Andrea Zerini, una vita passata in Serie A tra Brindisi, Scandone Avellino, Brescia, Napoli e Tortona ma che, anche a 38 anni, è in grado di far sentire la sua voce nella metacampo difensiva a suon di chiusure e stoppate.
Avellino è una squadra che si basa molto sul tiro da tre punti, sia in transizione che nei primi secondi dell’azione. Grazie a una serie di situazioni di pick and roll, soprattutto centrali, gli esterni riescono a costruirsi tiri ma anche a coinvolgere i lunghi, rendendo la fase offensiva ancora più produttiva e sfruttando i vari componenti con tanti punti nelle mani.
In difesa i campani mettono bene il proprio corpo non solo in situazioni di uno contro uno ma anche di collaborazione di squadra, mantenendo alta l’aggressività sulla palla grazie alla possibilità di giocare con quintetti con giocatori della stessa stazza.
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