Boom di pazienti fuori Regione: "Conferma dell'eccellenza dei nostri ospedali"

Il report della Fondazione Gimbe commentato dall'assessore del Comune di Rimini Gianfreda

A cura di Riccardo Giannini Redazione
05 marzo 2026 16:03
Boom di pazienti fuori Regione: "Conferma dell'eccellenza dei nostri ospedali" - Ospedale Infermi
Ospedale Infermi
Condividi

Secondo l’ultimo studio elaborato dalla Fondazione Gimbe di Bologna la mobilità sanitaria verso l'Emilia-Romagna è in crescita, raggiungendo livelli record. "Stando ai dati raccolti dall’organizzazione relativi alla spesa sostenuta dal servizio sanitario per i pazienti che devono cambiare regione per curarsi o farsi una visita (anno 2023), l’Emilia-Romagna ha crediti per aver ospitato pazienti per 850 milioni e debiti per pazienti in uscita di 285 milioni, con un saldo quindi positivo di quasi 565 milioni, secondo solo alla Lombardia. Un’analisi che ribadisce la capacità attrattiva del nostro sistema sanitario regionale, ponendo sul tavolo un ulteriore elemento a conferma dell’eccellenza delle nostre strutture ospedaliere distribuite tra Piacenza e Rimini", commenta l'assessore del comune di Rimini, Kristian Gianfreda.

Gianfreda sottolinea che anche il sistema sanitario provinciale contribuisca "a questo incoming di pazienti: secondo le ultime elaborazioni disponibili, gli ospedali di Rimini e Santarcangelo (distretto nord) registrano una percentuale di ricoveri di pazienti da fuori regione del 9,4% (1,55% dall’estero), dato che sale al 17,73% per il distretto sud (Riccione e Cattolica, 0,83% dall’estero). Percentuali che oltretutto non comprendono le strutture private convenzionate presenti sul territorio e che sono strettamente legate anche alle diverse specializzazioni di eccellenza per cui le nostre strutture si distinguono".

"Questi numeri, letti insieme all’elevato tasso di fidelizzazione dei residenti verso i nosocomi dell’Ausl Romagna (90,6% nel 2024), restituiscono l’immagine di un servizio sanitario pubblico solido, affidabile e di qualità. Un patrimonio che non possiamo dare per scontato e che, al contrario, dobbiamo preservare e valorizzare, affrontando con determinazione le criticità e le complessità legate sia alla fase economico-sociale che il Paese sta attraversando, sia all’organizzazione di un sistema sanitario locale chiamato a uno sforzo sempre maggiore per garantire servizi adeguati, per quantità e qualità, alle esigenze di una platea di pazienti sempre più ampia, articolata e spesso vulnerabile. La strada intrapresa con l’area vasta prima e l’azienda unica poi è quella giusta e questi numeri lo confermano, così come è necessario continuare con il processo di concentrazione delle eccellenze mediche della nostra azienda. Resta però il tema della perequazione degli investimenti sanitari e dei servizi in un territorio così grande ed eterogeneo come il nostro, che rappresenta l’azienda sanitaria non metropolitana più grande d’Italia", chiosa Gianfreda.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail