Burocrazia, per Confesercenti è stangata da 12 miliardi: "È un fisco occulto che soffoca le imprese"
Le imprese turistiche risultano le più penalizzate: per le attività alberghiere il costo degli adempimenti supera in media i 14mila euro annui
Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi il peso della burocrazia continua a rappresentare un costo enorme. Lo evidenzia Confesercenti, secondo cui gli adempimenti amministrativi assorbono ogni anno circa il 3% del fatturato delle Pmi del settore: "Un vero e proprio fisco occulto che vale complessivamente 12 miliardi di euro l’anno".
Ogni impresa sostiene in media oltre 10mila euro annui per gestire procedure fiscali, contributive, obblighi legati al lavoro, sicurezza, privacy e rapporti con la pubblica amministrazione: "Un costo che non riguarda solo le spese dirette, ma anche il tempo sottratto all’attività produttiva per adempiere a scadenze e continui aggiornamenti normativi".
Negli ultimi quindici anni il tema della semplificazione amministrativa è tornato più volte al centro del confronto pubblico. "Strumenti come il portale Impresa in un giorno e il Suap avrebbero dovuto creare un accesso unico per l’avvio e la gestione delle attività economiche, ma i risultati concreti sono rimasti limitati. Anche il Pnrr e l’Agenda per la semplificazione 2020-2026 hanno rilanciato obiettivi di digitalizzazione, standardizzazione e riduzione degli oneri burocratici, senza però produrre finora una riduzione strutturale e percepibile per le imprese".
Confesercenti ha individuato tre criticità: "la continua stratificazione normativa, la scarsa uniformità territoriale nell’applicazione delle regole e la tendenza ad aggiungere nuovi obblighi senza eliminare quelli esistenti".
L’analisi di Confesercenti evidenzia inoltre differenze significative tra i vari comparti. Le imprese turistiche risultano le più penalizzate: per le attività alberghiere il costo degli adempimenti supera in media i 14mila euro annui per impresa. Complessivamente, circa l’80% della spesa burocratica è destinato all’acquisto di servizi professionali esterni, a conferma della crescente complessità degli obblighi da gestire.
“La strada verso una vera semplificazione è ancora lunga – dichiara il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini –. Negli ultimi anni si sono susseguiti interventi e annunci, ma gli obblighi amministrativi continuano ad aumentare, sottraendo tempo e risorse alle attività economiche. Serve un cambio di approccio: usare più la gomma per cancellare norme inutili che la penna per introdurne di nuove. Anche l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento utile per razionalizzare il quadro normativo, eliminare sovrapposizioni e semplificare il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. Ridurre la burocrazia non significa diminuire i controlli, ma aumentare l’efficienza del sistema e la competitività delle imprese”.
25.6°