Calano le esportazioni, ma non in Provincia di Rimini: dato 2024 finora in linea con 2023
Rimini, nel primo semestre 2024 le esportazioni risultano pari a 1,5 miliardi di euro, stabili rispetto allo stesso semestre del 2023
Nei primi sei mesi del 2024, nel territorio della Romagna si rileva un lieve calo dell’export, inferiore alla variazione altrettanto negativa sia regionale sia nazionale. In Provincia di Rimini invece nessun calo: dato stabile.
In aumento le esportazioni dei prodotti in metallo, alimentari e delle navi e imbarcazioni; in flessione abbigliamento-calzature e prodotti della meccanica. Riguardo ai principali Paesi, crescono decisamente le esportazioni verso il Regno Unito mentre calano verso la Francia, gli Stati Uniti e la Germania. Questi, in sintesi, i risultati dell’elaborazione dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna su dati ISTAT.
Focus Provincia di Rimini
Nel primo semestre 2024 le esportazioni in provincia di Rimini risultano pari a 1,5 miliardi di euro, stabili rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, a differenza della variazione negativa regionale (-1,4%) e nazionale (-1,1%).
Le importazioni ammontano a 0,8 miliardi di euro, in calo tendenziale del 3,2%.
Positivo il saldo commerciale (esportazioni meno importazioni) fatto registrare nei primi sei mesi dell’anno: +0,7 miliardi di euro (+3,9% rispetto al saldo gennaio-giugno 2023).
Aumentano le esportazioni di molti dei principali prodotti; nel dettaglio: +4,0% i mezzi di trasporto (12,9% del totale), di cui +3,9% le navi e imbarcazioni (11,8%), +15,2% i prodotti alimentari e le bevande (12,0%), +25,2% i prodotti in metallo (9,8%) e +2,4% gli articoli in gomma e materie plastiche (4,6%). Le diminuzioni riguardano, invece, i seguenti prodotti:
-14,0% i macchinari e gli apparecchi meccanici (24,3% del totale), -0,8% gli articoli di abbigliamento (14,6%) e -8,6% gli apparecchi elettrici (5,7%).
I principali Paesi di destinazione delle esportazioni risultano, nell’ordine, gli Stati Uniti (13,3% del totale), il Regno Unito (10,9%), la Francia (8,2%), la Germania (6,7%), la Spagna (4,2%), la Russia (3,7%) e la Polonia (3,5%). In tale contesto, si evidenzia la decisa crescita del Regno Unito (+35,6%), a cui segue la Russia (+20,9%); flessioni, invece, per Stati Uniti (-3,7%), Francia (-2,0%), Germania (-9,0%), Spagna (-4,4%) e Polonia (-2,3%).
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