Calcio Eccellenza: Sampierana in crisi, l'analisi di capitan Narducci
'E’ un periodo in cui stiamo facendo poco, al di là di episodi sfortunati. Da un lato prendiamo molti gol e creiamo poche occasioni'
Marco Narducci, 36enne capitano della Sampierana assieme all’altro veterano Petrini. Un solo punto nelle ultime sette partite, cosa succede alla sua squadra?
“E’ un periodo in cui stiamo facendo poco, al di là di episodi sfortunati. Da un lato prendiamo molti gol e creiamo poche occasioni. Dall’altro si è affievolita quella determinazione che in passato ci ha sempre contraddistinto, la voglia di lottare uno per l’altro, in una parola lo spirito di gruppo. Beninteso, lo spogliatoio è unito e tutti cerchiamo di fare il meglio, ma è chiaro che dal punto di vista mentale stiamo soffrendo. All’inizio sull’onda dei risultati positivi c’era un grande entusiasmo, che via via è venuto meno. Quando manca tranquillità, del resto, ci sta battere in testa”.
A cosa si deve questo disorientamento? Eppure la società ha costruito una rosa lunga, con valori più alti. Le premesse erano diverse…
"Paradossalmente è cosi, ma nel calcio uno più uno non fa per forza due. Pur impegnandoci, il rendimento di ciascuno di noi è inferiore del 30 per cento. L’anno scorso tra infortuni e squalifiche eravamo contati per cui c’erano certezze consolidate che adesso stiamo ancora inseguendo. Io e gli altri compagni più esperti siamo sempre riusciti a trainare il gruppo, cosa che adesso invece non ci riesce appieno. Confido che troveremo la quadra al più presto grazie al lavoro sul campo, l’unica ricetta che conosco per guarire”.
Il motivo?
“La costante ricerca dell’assetto tattico migliore ed il turn over costante degli interpreti non hanno aiutato a trovare il giusto equilibrio e da qui nascono le difficoltà in fase difensiva che coinvolgono non solo il reparto arretrato, ma anche centrocampo ed attacco. Dobbiamo tornare ad essere un blocco unico altrimenti se siamo sfilacciati, subiamo spesso l’uno contro uno avversari e l’errore è dietro l’angolo”.
Da titolare inamovibile anche Narducci si è ritrovato in discussione…
“Il mio recupero dall’infortunio è stato ottimale, non si pensava che potessi essere in palla da subito e questo forse ha reso più difficili le scelte. Ho giocato a centrocampo, in difesa e con diversi moduli. Nelle ultime tre partite non sono partito titolare ma sono entrato a gioco lungo, anche in precedenza sono stato soggetto al turn over pur dopo una serie utile. Nonostante tutto ho segnato tre reti, l’ultimo contro il Sant’Agostino: dopo l’ingresso in campo sentivo il fuoco sotto i piedi. Spero di segnare ancora almeno due reti”.
Forse anche voi giocatori dovete farvi un esame di coscienza...
"Certamente, il mea culpa è d’obbligo. Ognuno di noi deve meditare su come fare meglio. Il sottoscritto avrebbe potuto cambiare casacca nei giorni scorsi ed accettare un’offerta in Umbria, anzi avevo già deciso. Poi ci ho ripensato, non voglio abbandonare la barca in difficoltà, sarebbe troppo facile. Ho parlato con la società, mi sono confrontato in maniera costruttiva con il mister. Ci ho ripensato. Fino alla fine cercherò di dare tutto me stesso per questa maglia e per questo club che sento mio”.
In testa alla classifica, poi in zona playoff, ora a tre punti dai playout. Quale è il futuro della Sampierana?
“Attorno a noi si è generato molto entusiasmo per la partenza molto positiva, invece non abbiamo mai volato alto nello spogliatoio, almeno noi giocatori più esperti conoscendo la realtà del campionato particolarmente difficile. Credo che il nostro primo pensiero debba essere la salvezza”.
Domenica si presenta l’occasione del riscatto: trasferta sul campo del fanalino di coda Mesola.
“Dobbiamo fare punti e dare una spallata al momento no. Non sarà affatto facile. Nelle prossime quattro partite con tre trasferte (Mesola, Sanpaimola e Santarcangelo) e Faenza in casa, diranno come sarà il nostro cammino”.
In casa Sampierana out per squalifica Montesi, per infortunio Quercioli.
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