Calcio giovanile, Victoria: alla scoperta dell'Under 14

Mister Amadori sulla breccia da 38 anni, da dieci nel club riminese. "La passione per i ragazzi e per il calcio mi fa ancora stare sul campo"

18 giugno 2026 13:55
Calcio giovanile, Victoria: alla scoperta dell'Under 14 - Il Victoria Under 14
Il Victoria Under 14
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A 73 anni Angelo “Valeriano” Amadori ha ancora voglia di insegnare calcio. Lo fa da una decina di anni al Victoria dopo esperienze in prima squadra (Savignano CDR, Borghi, Sogliano, Torre Pedrera) con tre promozioni e nel settore giovanile.

“Qui al Victoria si sta bene, la società è in crescita e sta lavorando con profitto sotto la regia di Federico Trivulzio e del responsabile del settore giovanile Dario Semprini. Mi piace lavorare con i ragazzi anche se non escludo un giorno di tornare tra i grandi”.

Amadori ha guidato per il secondo anno assieme al mio collaboratore Fabrizio Pagliarani l’Under 14 composta da 30 ragazzini della classe 2012, tutti del territorio, alcuni sotto il profilo fisico molto più sviluppati di altri compagni (“ci sono profili di prospettiva”).

“Ci siamo piazzati a metà classifica, nel post campionato nonostante nessuna sconfitta per un gol nella differenza reti ci è saltata la fase finale, peccato – spiega –. La crescita è stata costante e nei tornei finali ne ho avuta conferma. Sono pronti per il prossimo campionato Under 15 già assaggiato da sei, sette in questa stagione”.

Amadori, dopo 38 anni  da tecnico, che cosa la spinge ancora a stare in campo?

“La passione per i ragazzi, per il calcio. Fin quando mi sento a mio agio allenerò. In campo in mezzo a loro mi sento un ragazzo, i ragazzi mi aiutano a rimanere giovane. Per me è importante creare empatia con i miei giocatori perché così il mio messaggio arriva: si crea un rapporto di stima reciproca. Nella prossima stagione non so ancora quale gruppo mi verrà affidato, dico la verità mi piacerebbe mantenere l'Under 14, ma sarà la società a decidere per il meglio".

Come sono adesso i giovani calciatori rispetto ai primi tempi in cui allenava?

“E’ cambiato il mondo, quindi anche i ragazzi. Ora sono più spigliati,  sono comunque meno timidi, stanno meno sulle loro. Una volta il calcio era in cima ai loro hobby, ora non più: ci sono mille distrazioni e anche le società che fanno settore giovanile e altre discipline sportive sono in numero maggiore da scegliere. Con il mio gruppo non ho avuto problemi di sorta, ho lavorato con ragazzi disciplinati, che mi hanno aiutato. Ho vietato l’uso del cellulare se non per parlare con i genitori in caso di necessità. L’hanno accettato di buon grado”.

Qual è la filosofia di lavoro di Amadori?

“Il risultato non conta, conta apprendere i concetti di gioco, muoversi in campo insieme ai compagni, imparare la tecnica. Dalla mia squadra pretendo un calcio pulito. La mia annata è al primo anno di attività agonistica dopo quella di base, dal calcio a nove si passa a quello a undici, il pallone è il numero cinque: un passaggio non facile. Io comunque mi tengo aggiornato, il calcio si evolve e cerco di stare al passo con i tempi”.

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