Calcio giovanile: Victoria U15, stagione ottima: è in lizza per il ripescaggio

Secondo posto in campionato, poi terzo posto nel girone di qualificazione al campionato Under 16 regionale della prossima stagione

24 giugno 2026 15:28
Calcio giovanile: Victoria U15, stagione ottima: è in lizza per il ripescaggio - Il Victoria Under 15
Il Victoria Under 15
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La Under 15 del Victoria guidata da Daniele Stefanini, ha mandato in archivio una stagione di ottimo livello: secondo posto in campionato, poi terzo posto nel girone di qualificazione al campionato Under 16 regionale della prossima stagione: il Victoria è in lizza per il ripescaggio.

Il tecnico, 55 anni, patentino Uefa B (collaboratore tecnico Luca Lancellotti, preparatore atletico Luca Copioli), tre anni fa vinse il campionato provinciale Under 14 (giocatori nati nel 2010).

"Alcuni di quei giocatori successivamente hanno fatto strada in altri club, Filippo Semprini con la Rappresentativa provinciale ha vinto recentemente il titolo regionale Under 16 e sarà nella rosa della prima squadra”, puntualizza Stefanini che resterà ancora alla guida dell’Under 15 mentre il suo gruppo nella prossima stagione agonistica parteciperà al campionato interprovinciale Under 16 (se non ci sarà il ripescaggio nel Regionale).

"La squadra Giovanissimi Under 15 segna il passaggio tra l’Attività di Base e quella Agonistica e dunque il mio gruppo, formato da 26 giocatori, oltre che sul nucleo della stagione passata si è formato anche con ragazzi provenienti da altri club – spiega il tecnico alla terza stagione al Victoria, di ritorno dopo esperienze alla Stella, Rimini United, Accademia Rimini Calcio, Santarcangelo – . Al di là del risultato sportivo la stagione è stata positiva in quanto i ragazzi hanno attraversato un bel percorso di crescita individuale e di gruppo che abbiamo cercato di rendere il più possibile omogeneo. Ci hanno regalato delle gare con diversi spunti per il loro percorso futuro. Insomma, ci siamo lasciati alle spalle delle belle sensazioni sulla loro crescita individuale”.

Qual è la sua filosofia di lavoro?

“Metto i valori al centro, con l'obiettivo di rinnovare le motivazioni in chi gioca, non dimenticando l'essenza primaria del gioco e la sua natura ludica. Massimo impegno per far sì che l' esperienza di ognuno possa essere coinvolgente, interessante e formativa”.

Le difficoltà del suo lavoro quali sono state?

“I ragazzini a questa età sono nel pieno dello sviluppo fisico, per cui tra loro ci sono discrepanze abbastanza evidenti: una fra tutte è la precocità o la genetica di alcuni, che li avvantaggia nelle capacità condizionali, oppure quelle della sfera personale con maturazione differente. C’è chi è più avanti, chi più indietro. Si entra in una dimensione di gruppo uscendo da quella più individuale tipica del bambino e ragionare di squadra è stato un salto di qualità importante. Con il mio staff abbiamo lavorato molto con la palla, mantenendo il più possibile l’aspetto ludico e cercando di riprodurre situazioni di gioco che si manifestano in partita; anche nell’errore abbiamo fatto sperimentare i ragazzi in modo intuitivo e autonomo. Sono convinto che sia anche questo un modo di orientarsi nell'apprendimento”.

L’aspetto più bello quale è stato?

“Abbiamo insistito sulla capacità di consolidare nei ragazzi l’aspetto della fiducia, da un lato lavorando sull’accettazione della sconfitta, che non va letto come momento negativo ma semmai di crescita, dall’altro anche sulla gestione di una vittoria. I margini di miglioramento del singolo, che poi si riverberano positivamente sul gruppo, sono un altro aspetto importante del nostro lavoro”.

Ci sono prospetti che possono avere un buon futuro?

“A questa età a mio parere non è ancora possibile individuare un talento, troppe variabili. Occorre osservare la gradualità nel percorso di crescita, appunto i margini di miglioramento da riempire con il lavoro sul campo ed una condivisione con le famiglie in un clima di più possibile collaborazione reciproca”

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