Calcio Promozione, Gabicce Gradara: alla scoperta del difensore Sottile
"Sono un jolly, negli ultimi anni ho giocato da centrale. Sono destro, ma uso anche il piede mancino e posso giocare pure a sinistra'
Uno dei volti nuovi del Gabicce Gradara è Fabio Sottile. Classe 1993, nativo di Cattolica, è un jolly difensivo ambidestro di 1,84 di altezza. Ha militato in Eccellenza con Misano e Torconca, per quattro stagioni alla Fya Riccione tra Promozione ed Eccellenza, quindi per tre campionati alla Folgore (uno scudetto), due le stagioni a La Fiorita (una Coppa Titano in bacheca), sei mesi al Lunano e infine l’ultima stagione al Riccione (Promozione) assieme a Serafini.
Fabio Sottile, quali sono le caratteristiche tecniche?
“Nasco nelle giovanili del Misano e del Cesena come centrocampista, con il tempo ho arretrato il mio raggio d’azione giocando in tutti i ruoli della difesa; da terzino, sia destro sia sinistro anche con una certa propensione alla spinta segnando anche qualche gol, sia da centrale come marcatore puro. Nelle ultime stagioni è stato esclusivamente questo il mio ruolo, sono stato utilizzato anche come braccetto nella difesa a tre, sia destro sia sinistro. Sono destro, ma uso anche il piede mancino e posso giocare pure sulla corsia di sinistra. Mi ritengo un marcatore aggressivo, leggo bene le situazioni difensive; in fase di possesso, però, cerco di giocare la palla ed essere sfruttando le qualità del palleggio che ho coltivato da giovane come centrocampista ed essere, per così dire, il primo play della squadra”.
Dal campionato di Promozione Romagna a quello delle Marche già assaggiato per alcuni mesi al Lunano. Cosa cambia?
“Cercavo nuovi stimoli, e quando è arrivata la chiamata del direttore sportivo l’ho colta al volo. E’ un campionato di livello come ho già avuto modo di constatare, assai competitivo. E’ battaglia in ogni partita, non ci sono gare scontate, l’aspetto agonistico incide di più, ci sono sfide ruvide, ‘sporche’ come si dice in gergo e certi campi si caratterizzano per l’aspetto ambientale difficile”.
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