Calcio Promozione, Gabicce Gradara: la sfida di Marco Villanova
"Voglio dimostrare che a 35 anni posso ancora dare un contributo importante. Gioco da trequartista, da seconda punta o da esterno d'attacco"
Marco Villanova, classe 1991, nuovo volto del Gabicce Gradara, come ha maturato la sua scelta professionale?
“Avevo altre opportunità, anche in categoria superiore, e nel campionato interno di San Marino dove abito, alla fine ho scelto il Gabicce Gradara perché la corte del direttore sportivo Nicola Capobianco è stata molto serrata tanto che la trattativa si è chiusa in breve tempo. La campagna acquisti del club è stata importante, qui ritrovo Francesco Fabbri, mio compagno di squadra al Misano, conosco Vegliò e Maggioli”.
Il suo obiettivo?
“Voglio dimostrare che a 35 anni posso ancora dare un contributo importante. La scorsa stagione al Misano, dove purtroppo ci siamo giocati la promozione in Eccellenza nel finale dopo aver condotto anche con 10 punti di vantaggio, ho segnato solo due reti: mister Muratori mi ha schierato da falso nove, giocavo molto per la squadra, attiravo la pressione degli avversari ai quali non davamo punti di riferimento, aprivo spazi per gli inserimenti dei centrocampisti o degli esterni, servivo assist, ma dalla porta avversaria ero lontano ed avevo meno opportunità di andare in rete. Comunque mi ritengo soddisfatto della mia stagione che è stata di rilancio dopo l’infortunio al tendine di achille perché ho imparato tante cose nuove. Non ho rimpianti se non per il secondo posto”.
Le sue caratteristiche?
"Per sfruttarle al meglio, cioè arrivare alla conclusione e fare gol o comunque essere incisivo in area di rigore, posso giocare da trequartista o da seconda punta come da esterno d’attacco. In carriera ho sempre segnato dagli otto ai dieci gol sfruttando anche il tiro dalla distanza”.
Due promozioni in carriera con Maceratese (D-C) e San Marino (C2-C1), e scudetto con La Fiorita. Che ambizione ha al Gabicce Gradara?
“La rosa, molto rinnovata, è attrezzata per fare bene in un campionato del tutto nuovo per me, molto stimolante e avvincente. Vedremo quale sarà il nostro valore lungo il cammino”.
Lei ha sempre segnato nella sua carriera dagli otto ai dieci gol a stagione. L’obiettivo di quest’anno?
“Più del bottino personale conta il rendimento della squadra perché se gira la squadra viene valorizzato anche il singolo”.
Villanova, ha pensato al dopo calcio?
"Conto di giocare ancora qualche anno, mi sento in grado di dare ancora qualcosa e togliermi altre soddisfazioni, poi mi piacerebbe restare in questo mondo in cui ho sempre vissuto. Il Misano mi ha dato un’opportunità: misurarmi come istruttore di settore giovanile, quella di allenatore potrebbe essere la mia strada. Qui al Gabicce Gradara potrei fare altrettanto”.
Le piace?
"Devo capire se è quello che fa per me. Ho sensazioni positive, il settore giovanile mi piace perché sei a contatto con i ragazzi, non ci sono le complessità e le distorsioni del mondo professionistico. Il calcio qui è davvero allegria, puoi incidere, lasciare un segno: verifichi il tuo lavoro, i progressi giorno per giorno. Comunque, mai dire mai”.
In che senso?
"Mio fratello è andato per motivi di studio in un college in America e adesso vive lì: insegna educazione fisica nelle scuole. Voglio dire che la vita riserva sempre sorprese”.
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