Calcio RSM, colpo Libertas: è Daniele Melandri il rinforzo per l'attacco
Classe 1988, nell'ultima stagione ha giocato nel Cervia. Ha vinto due campionati di serie D con Forlì e Parma. "Ho forti motivazioni"
La Libertas comunica di aver ingaggiato l’attaccante ravennate Daniele “Micio” Melandri, classe 1988, nell’ultima stagione al Cervia in Promozione Romagna (23 presenze in campionato con 11 gol più due in Coppa Italia).
Un giocatore che assicura qualità tecnica, esperienza e leadership in virtù del suo curriculum che lo ha visto di scena su palcoscenici della serie C e della serie D, categoria in cui ha vinto due campionati, con il Forlì e con il Parma (in bacheca anche la Coppa Italia con il Matelica). Sfiora le 150 presenze in serie C e le 300 in serie D (Fano, Prato, Russi le altre tappe più significative) per un totale di quasi 200 gol in carriera.
Daniele Melandri, perché la Libertas?
“Da qualche tempo mi intrigava vivere l’ esperienza del campionato sammarinese che ho sempre seguito a distanza anche attraverso il racconto di alcuni amici, ma non si è presentata mai l’occasione giusta; ho parlato in questo periodo con altre società, la chiacchierata con mister Fabbri mi è piaciuta, mi ha dato la spinta giusta: ho accettato di mettermi in gioco in un campionato diverso, che non conosco e che affronto con forti motivazioni. Conosco dei volti nuovi solo il portiere Foiera, ma vedo dai nomi che gli acquisti sono di rango”.
L’obiettivo di Melandri?
“Spero di segnare più gol possibile, confidando che siano utili alla squadra. La cosa importante non è il numero di gol che realizza Melandri, ma la classifica della Libertas. Sono ambizioso, parto con obiettivi alti”.
Le caratteristiche di Melandri sono cambiate nel tempo?
“Da punta esterna, che ‘strappava’ continuamente durante la partita, negli anni scendendo di categoria ho accentrato di più il mio raggio di azione per essere di più al centro dell’azione, cucendo il gioco con la prima punta ed il resto della squadra, attaccando comunque la profondità e vivendo allo stesso modo l’area di rigore perché per segnare devi esserci in quei sedici metri”.
Per quanto tempo ha ancora intenzione di giocare?
“Finchè il fisico mi sorregge, mi diverto e ‘rosico’ quando in allenamento perdo la partitella. Non mi pongo limiti”.
Melandri, perché il soprannome ‘Micio’?
“Me lo porto dietro dai tempi della Juniores del Russi quando vincemmo per 1-0 con un mio gol e il mio marcatore era altissimo. Mister Zauli mi disse che in campo avevo le movenze di un felino. Da qui il soprannome ‘Micio’”.
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