Cane ucciso e corpo occultato: associazione denuncia 60enne riminese
L'associazione si costituirà parte civile: "Andremo fino in fondo affinché il responsabile subisca la massima pena"
Un riminese di 60 anni è stato denunciato dall'associazione di volontariato "Zampe che danno una mano", con l'accusa di aver ucciso il suo cane Labrador. Il fatto è avvenuto tra fine aprile e inizio maggio. La denuncia, oltre al reato di uccisione di animali, contesta al 60enne le aggravanti della crudeltà e della minorata difesa (l'aver infierito su un cane anziano e indifeso) ed il reato ex art. 727 comma 2 cp in concorso, per le modalità di detenzione del cane prima dell'uccisione. Infine la denuncia verte sul reato art. 374 cp: il denunciato è accusato di aver occultato il corpo del cane e di aver mentito agli agenti per sviare l'indagine. "Siamo di fronte a un atto di una violenza e di una vigliaccheria inaccettabili. Non si è trattato solo di una brutale uccisione, ma di una prolungata agonia psicofisica inflitta a un cane anziano che avrebbe meritato protezione e cure, seguita da un cinico tentativo di nascondere la verità alle forze dell'ordine alterando i fatti e violando persino le norme sullo smaltimento ambientale", commenta l'avvocata Giada Bernardi del Foro di Roma, presidente della Zampe che danno una Mano e Fondatore di Studio Legale GiustiziAnimale.
L'associazione si costituirà parte civile: Andremo fino in fondo in sede penale, affinché il responsabile subisca la massima pena edittale prevista dal nostro ordinamento. Chi compie simili atrocità è un pericolo per l'intera società".
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