Capannoni sospesi e polli dimezzati: il Comitato: "Incongruenze nelle autorizzazioni Fileni a Maiolo"
Chiesta ad Arpae una revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale
La vicenda dell’impianto avicolo biologico Fileni di Maiolo entra in una fase cruciale. Dopo mesi di richieste di accesso agli atti e documenti forniti solo sotto pressione pubblica, il Comitato PER la Valmarecchia – Stop Allevamenti Intensivi “Salute, Valmarecchia!” ha trasmesso ad ARPAE una richiesta formale per valutare la necessità di una modifica non sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell’impianto.
Il Comitato denuncia variazioni significative nell’assetto produttivo, tra cui una drastica riduzione del numero di polli allevati: nel blocco B, il numero di capi è passato da 68.000 nel 2021 a 37.961 oggi, con un calo del 45%. Secondo il presidente del Comitato, Maurizio Menghini, una variazione di questa portata incide su emissioni, reflui, superfici di pascolo, applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT) e benessere animale, configurando una modifica reale dell’assetto produttivo.
La comunicazione Fileni del 5 dicembre 2025 conferma la sospensione del capannone 7 e l’impegno a “commisurare i capi alle superfici dei parchetti”. Per il Comitato, ciò solleva dubbi sulla conformità dei cicli precedenti e sulla gestione delle superfici esterne previste dal regolamento UE 848/2018 sul biologico.
Analizzando la documentazione ufficiale, il Comitato segnala incongruenze tra lo Studio Ambientale 2019, la AIA 2021 e la modifica non sostanziale del 2025, soprattutto riguardo alla disposizione dei capannoni e dei parchetti.
Nella PEC inviata ad ARPAE, il Comitato chiede: riformulazione dell’assetto autorizzato, chiarimenti sulla riduzione dei capi e sulla sospensione del capannone 7, e verifica della coerenza tra SIA AIA, PAUR, planimetrie e documentazione SIAN. La richiesta è stata inviata anche alla Regione Emilia-Romagna, al Comune di Maiolo e ad altri enti competenti.
«Non stiamo accusando nessuno. Chiediamo trasparenza, coerenza e rispetto delle regole. La Valmarecchia merita risposte chiare», dichiarano Menghini e Cursi. Il caso Fileni resta uno dei dossier ambientali più delicati della zona, e la comunità attende ora il pronunciamento delle autorità competenti.
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