Capodanno, la Romagna fa sistema con gli eventi. Cecchetto: "Siamo un'orchestra, suoniamo tutti insieme"
Claudio Cecchetto: "La settimana di Capodanno conclude un anno bello e anticipa un anno che sarà ancora migliore
di Riccardo Giannini
È il grande giorno del Capodanno e nel territorio riminese c’è grande attesa e voglia di festeggiare. Da Rimini all’entroterra, sono numerosi gli appuntamenti in programma. In Riviera c’è soddisfazione per i numeri legati agli arrivi e alle presenze turistiche: le sensazioni sono positive, il 2023 dovrebbe superare il 2022.
E quello del 2023 sul 2024 è il Capodanno delle sette lune, che unisce non solo la riviera riminese, ma tutta la Romagna. “La settimana delle sette lune, che conclude un anno spero bello e anticipa l’anno che viene, che sarà migliore. Sette è un numero fortunato: sono i giorni della settimana, le note, il cinema molto spesso ha usato questo numero, pensiamo ai Magnifici Sette. E non solo: pensiamo a Dragonball, alle sette sfere”, racconta Claudio Cecchetto, un’icona della cultura pop, precursore di mode musicali e oggi ambassador per Visit Romagna.
Sette sono anche le lettere che formano la parola Romagna: “Eh sì, è un numero fortunato e sarà una settimana fortunata”, ribadisce Cecchetto.
I Comuni della Romagna fanno sinergia non solo per la Notte Rosa in estate, ma anche per la festa dell’ultimo dell’anno. Lo fanno proponendo un ricco programma di eventi che possano coinvolgere tutte le generazioni, dai “senior” fino ai più giovani: “La Romagna deve prendere spunto dall’orchestra. La parola d’ordine è fare musica assieme. La Romagna deve fare eventi insieme, nello stesso periodo e questa è la settimana ideale. Come Visit Romagna ci muoviamo in questa direzione: fare le cose insieme. Io ci ho fatto anche un disco sul fare le cose insieme: il Gioca Jouer“, evidenzia Cecchetto.
E questa sera in tante piazze si ballerà non solo con il Gioca Jouer, ma con la musica di un trentennio storico, dal 1970 al 1999. “Negli anni ’70 è stato riempito un vuoto: c’erano solo i cantautori. Adesso invece è molto più difficile trovare musica bella, perché ne è stata fatta tantissima in quel trentennio. Ma oggi c’è anche molta più offerta, una volta era più facile trovare il tormentone”.
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