Carcere di Rimini tra sovraffollamento e caldo estivo e necessità di reinserimento lavorativo per i detenuti

L'analisi dell'assessore Gianfreda

09 ottobre 2026 13:58
Carcere di Rimini tra sovraffollamento e caldo estivo e necessità di reinserimento lavorativo per i detenuti  - Il carcere dei 'Casetti' di Rimini
Il carcere dei 'Casetti' di Rimini
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Nel corso del consiglio comunale di Rimini di ieri sera (8 ottobre), rispondendo all'intervento del garante dei detenuti, l'assessore Kristian Gianfreda ha preso la parola per ribadire il ruolo dell'amministrazione sul tema carcerario e per indicare le priorità su cui concentrare l'attenzione. Ha ricordato innanzitutto che la casa circondariale sia a gestione ministeriale, ma che le conseguenze del suo buon funzionamento, o delle sue criticità, ricadono inevitabilmente sul territorio. Pur riconoscendo alla direttrice sensibilità, presenza e professionalità, ha osservato come il sistema carcerario italiano nel suo complesso non risponda ancora in modo efficace ai dettami della Costituzione, che affida alla pena una funzione rieducativa e di reintegro nella società. Tema, quest'ultimo, fondamentale per l'assessore, che ritiene indispensabile poter offrire ai detenuti, quando lo desiderano, la possibilità di lavorare e di far parte di una società produttiva. In questo quadro ha citato il fallimento della linea 16, che avrebbe dovuto consentire ai detenuti in regime di lavoro esterno di raggiungere il proprio impiego, e che non è stato possibile garantire per le croniche difficoltà nel reperire autisti, problema che interessa anche altre linee. Ha poi richiamato i numerosi progetti di reinserimento attivi, in carcere e fuori, anche attraverso l'Ufficio di esecuzione penale esterna, che incontrano oggi gravi difficoltà soprattutto sul fronte della residenza: chi esce dal carcere può avere un lavoro ma non un luogo in cui vivere. Il Comune dispone di alcuni appartamenti in cui queste persone vengono accolte per un periodo, così da lavorare e mettere da parte qualche risparmio. "Non si tratta di buonismo - ha precisato - ma dell'intelligenza di una comunità che deve proteggersi, perché è interesse di tutti che chi ha commesso un errore non lo ripeta". Quanto alla sanità penitenziaria, ha ricordato che l'azienda sanitaria aveva ridotto gli orari per circa un mese, ripristinandoli da giugno dopo la visita del direttore generale. Resta tuttavia il disagio dei detenuti per il caldo intenso degli ultimi anni, in particolare di questa estate, al punto che è stato attivato un progetto per installare condizionatori all'interno della struttura senza gravare sul bilancio del carcere, che non è intervenuto in tal senso. L'assessore in conclusione ha invitato a insistere sul reinserimento e sulla rieducazione, a rafforzare gli interventi dell'amministrazione e, successivamente, a consolidare e migliorare l'attività del garante.

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