Carte Pokemon rare, provano a venderle: ma erano rubate. Giovani processati e condannati per ricettazione
Carte pokemon rare, i tre imputati hanno negato ogni addebito
Carte Pokemon rare, nei guai tre giovani condannati per ricettazione: due degli imputati a 2 anni di reclusione, uno a tre, a causa di una recidiva specifica che ha aggravato la sua posizione.
Si è chiuso così oggi (venerdì 7 luglio) il processo di primo grado che ha visto imputati tre ragazzi di età compresa tra 20 e 30 anni, residenti a Rimini, accusati di ricettazione per aver cercato di vendere delle rare carte dei Pokemon che però, secondo il teorema dell’accusa, erano state rubate in un negozio di giochi da tavolo di Ravenna.
I fatti risalgono al giugno 2021: gli imputati si sono presentati in un negozio specializzato in giochi da tavolo e carte da collezione di Bologna, allo scopo di vendere dei set di carte Pokemon, ma il titolare, sapendo del furto avvenuto a danno del collega qualche giorno prima, si è messo in contatto con lui. Il derubato non ha avuto dubbi nel riconoscere in quelle carte una parte del bottino dei furti subiti, due, e da lì è scattata la denuncia.
Gli imputati, difesi dall’avvocato Piero Martini Ippoliti, hanno negato ogni addebito e hanno spiegato di aver messo in vendita delle carte in loro possesso. Appassionati dei Pokemon da giovani, avevano deciso di liberarsi della loro collezione, approfittando del boom delle quotazioni tra i collezionisti. Hanno obiettato che non c’era prova che quelle carte fossero tra quelle rubate al negoziante. L’avvocato difensore ha annunciato ricorso in appello.
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