Scioperi e mobilitazioni

Casa, salari e guerra: venerdì Rimini scende in piazza

La chiamata è per le 9 all’Arco di Augusto. Nel mirino il Governo Meloni, il costo della vita e le spese militari, con richieste su salari, casa e scuola.

A cura di Redazione
26 ottobre 2026 21:54
Casa, salari e guerra: venerdì Rimini scende in piazza - Foto di archivio
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Gli stipendi che non bastano, gli affitti sempre più difficili da sostenere e le risorse pubbliche destinate alle armi. Sono alcune delle questioni che venerdì porteranno in piazza anche Rimini, nel quadro di una giornata di scioperi e mobilitazioni che coinvolgerà diverse categorie di lavoratori in Italia, da nord a sud. Il corteo riminese partirà alle 9 dall’Arco di Augusto. La protesta si inserisce in una giornata per la quale sono stati proclamati diversi scioperi generali nazionali.

A Rimini l’appello mette insieme le questioni internazionali e quelle che riguardano la vita quotidiana. Il costo della vita si lega alla precarietà economica, alla riduzione delle risorse per il welfare e alle politiche del Governo Meloni. In un messaggio diffuso da Casa Madiba per annunciare l'appuntamento, si parla di una situazione in cui "la sopportazione di questo sistema politico, economico e sociale ha raggiunto il limite".

Le richieste sono esplicite. "Lo sciopero è contro il riarmo, il carovita, il genocidio, il governo Meloni, per salari dignitosi, per il diritto allo studio, per la Palestina libera, per una casa per tutti, contro ogni sfruttamento e contro una scuola della disuguaglianza". Un elenco che comprende il sostegno alla popolazione palestinese, la contestazione delle spese militari e le richieste di interventi su lavoro, istruzione e diritto all’abitare.

L'annuncio della mobilitazione
L'annuncio della mobilitazione

Nel messaggio che anticipa la mobilitazione si descrive un disagio che attraversa generazioni e condizioni sociali differenti: dagli studenti alle famiglie, fino ai lavoratori che faticano ad arrivare alla fine del mese. Il filo che, secondo gli organizzatori, unisce queste situazioni è "la difficoltà di costruire un futuro dignitoso in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi e da risorse pubbliche che, nella loro lettura, vengono sottratte ai servizi sociali per finanziare il riarmo".

L’obiettivo dichiarato è interrompere quella che viene definita da Casa Madiba la "normalità di un sistema che sacrifica le condizioni di vita delle persone". Da qui l’invito a scioperare e a partecipare alla manifestazione di venerdì mattina. "Il futuro non aspetta, e non siamo disposti a lasciarcelo sottrarre", conclude il messaggio.

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