Cattolica, si ferma per fare attraversare un pedone e si prende anche un pungo in faccia
La donna aveva rallentato per far attraversare un pedone sulle strisce. Il conducente di un furgone l'avrebbe insultata e poi colpita al volto, facendola finire in ospedale. Denunciato per lesioni e minaccia.
Una frenata per lasciare passare un pedone, gli insulti e poi un pugno al volto. È quanto sarebbe accaduto venerdì mattina a Cattolica, dove una donna di 49 anni, residente a Gabicce Mare, è finita al pronto soccorso dopo essere stata aggredita da un automobilista.
L'episodio si è verificato intorno alle 9.45 all'incrocio tra via Garibaldi e via Cavour. La donna era al volante della propria auto quando ha rallentato bruscamente per consentire a un pedone di attraversare sulle strisce. Alle sue spalle viaggiava un furgone, il cui conducente avrebbe reagito alla manovra iniziando a insultarla dall'abitacolo. Secondo quanto denunciato dalla 49enne, l'uomo avrebbe pronunciato frasi offensive e minacciose, contestandole la frenata. La donna ha quindi deciso di scendere dall'auto per chiedere spiegazioni. Ma il confronto sarebbe degenerato rapidamente: quando si è avvicinata al furgone, il conducente l'avrebbe colpita con un pugno in pieno volto.
La donna ha riportato lesioni al labbro superiore e un'emorragia gengivale. È stata soccorsa e accompagnata al pronto soccorso di Riccione, dove i medici le hanno assegnato una prognosi di 15 giorni. Ad aiutarla per primo sarebbe stato un dentista, uscito dal proprio studio dopo essersi accorto di quanto stava accadendo. Sul posto sarebbe arrivato anche un ex carabiniere che, stando a quanto riportato nella denuncia, sembrava conoscere l'uomo. I due, secondo la ricostruzione contenuta nell'esposto, svolgerebbero attività di volontariato nella stessa associazione. Prima che il conducente si allontanasse, la 49enne sarebbe riuscita a fotografare sia lui sia il furgone. La donna ha poi presentato denuncia alla Tenenza dei carabinieri di Cattolica, assistita dall'avvocato Stefano Caroli, contestando all'uomo i reati di lesioni personali e minaccia.
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